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È uno dei vini campani più raffinati, ma alla portata di tutte le tasche: l’affascinante storia del suo nome che pochi conoscono

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Filly di Somma

Sembra che Lucifero abbia portato via con sé un pezzo di Paradiso. Gesù a questo punto pianse lacrime e da queste nacque uno dei vini campani più raffinati che ci siano.

Il mondo del vino, il nettare degli Dei, ha sempre un grande fascino. La nostra bella Italia di vigneti e vini ne regala davvero tanti. Che sia il nord, il sud oppure il centro passando anche per le grandi isole, la penisola italiana possiede una ricchezza vinicola sicuramente invidiata da molti altri Paesi del mondo. La Campania in particolare è un territorio non solo ricco di storia e tradizioni, ma anche con un clima talmente favorevole alle coltivazioni, e soprattutto ai vitigni, e lo provano i suoi numerosi vini di qualità.

Un vino molto raffinato della Campania ricco di storia – Napolicityrumors.it (Credit: IG @cantina_del_vesuvio_winery)

La nostra Italia possiede un clima mite e favorevole in tutte le stagioni dell’anno, che sia affacciato sul Mar Mediterraneo, il Tirreno o l’Adriatico, il ricco territorio italiano pullula di vigneti e di produzioni di vini così variegati da spaziare su tutti i fronti. Dal rosso intenso a quello rosato, per arrivare al bianco. Non mancano anche i vini frizzanti. Ma sono proprio le “Lacrime di Cristo” ad appassionare i tanti cultori di un vino che è davvero il fiore all’occhiello della nostra Bella Italia.

Un vino “immerso” tra la storia e la leggenda

Curzio Malaparte diceva: “Bevete questo sacro antico vino”. La leggenda narra di Lucifero, il quale durante la sua discesa agli inferi, sembra che abbia portato con sé un pezzo di Paradiso. Gesù riconobbe nel Golfo di Napoli quel pezzo di Paradiso rubato e pianse con tante lacrime. Proprio da queste lacrime nacque il tanto famoso Vino Lacryma Christi. Sembra che Bacco, Dio del vino, amasse le colline della Campania, quelle del Vesuvio appunto, più di tutto. Un vino” greco”, come era definito, perché importato proprio dalla popolazione della Grecia sulle ricche terre del Vulcano. La coltivazione continuò anche dopo l’avvento del Cristianesimo con i monaci. Il vino poi diede il nome alla città di Torre del Greco.

Un vino campano molto raffinato: tra storia e leggenda il Lacryma Christi – Napolicityrumors.it (Credit: IG @cantina_del_vesuvio_winery)

Si tratta di un vino prodotto con le uve autoctone del Vesuvio e sembra che le prime tracce di coltivazione di uve sulla “grande montagna” risalgano addirittura al V secolo a.C. Proprio allora furono proprio i Greci a portare i vitigni su queste terre le quali, essendo laviche, scure e porose non necessitavano di molta acqua ed erano perfette per le coltivazioni. Quanta leggenda e storia nasconde il famoso vino Lacryma Christi. Le uve sono di due tipi: il Caprettone per la produzione del Lacryma Christi Bianco e il Piedirosso per il rosato e il rosso.

 

Abbiamo chiesto a Luca di Francia – Bar Manager di un noto albergo di lusso di Roma, primo Cognac Educator d’Italia, nonché sommelier e docente  AIBES (Associazione Italiana Barman e Sostenitori) come descriverebbe il vino Lacryma Christi. Ci condivide la sua opinione affermando: “Pochi altri vini nella nostra amata Italia si possono identificare in modo egregio con un territorio ricco di cultura e tradizione enologica, con la sua storia e con i suoi valori come il Lacryma Christi”. Ci dice che dalle pendici di uno dei più grandi vulcani d’Europa simbolo di Napoli nasce questo vino, il cui nome invocativo deriva da una leggenda popolare legata alle lacrime di Cristo.  “Sicuramente saranno state lacrime di gioia” – conclude Luca di Francia.

 

Filly di Somma

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