Si è a lungo parlato della presenza del rapper napoletano sul palco dell’Ariston: il commento del linguista De Blasi
La partecipazione di Geolier al Festival di Sanremo ha fatto molto discutere. Al suo debutto sul palco dell’Ariston, il rapper napoletano è arrivato secondo con il brano “I p’ me, tu p’ te”. Il campano aveva dichiarato prima dell’inizio del Festival: “Amadeus mi ha dato l’opportunità di partecipare con un brano in napoletano ma dico che per me arrivare a cantare all’Ariston è già una vittoria”.
E proprio il brano in dialetto non ha messo tutti d’accordo, così le critiche, anche piuttosto eccessive, non sono mancate. Tuttavia c’è anche chi ha ‘difeso’ Geolier spiegando quanto possa essere d’aiuto il suo modo di fare musica. Secondo infatti il linguista Nicola De Blasi, professore di storia della lingua italiana all’università di Napoli Federico II, la scelta del rapper è stata utile.
“I giovani oggi hanno bisogno di essere ascoltati, anche quando non cantano. Penso che la scelta di Geolier, da parte della direzione artistica del Festival, come del resto anche quella di Angelina Mango, sia importante per aggregare un nuovo pubblico con artisti che già avevano un notevole seguito di fan”, ha spiegato De Blasi all’Adnkronos.
“Non ho titolo per intervenire sul piano musicale riguardo al brano di Geolier ha aggiunto l’esperto di lingua italiana -, ma non è la prima volta al Festival di Sanremo di un brano in dialetto, se non sbaglio in passato c’era stato anche Rocco Hunt. Sono sempre più convinto, però, che all’interno di un panorama musicale ci possano essere generi diversi e anche ‘usi’ linguistici, come nel caso del dialetto del rapper napoletano, che possano intercettare le nuove generazioni, platee più ampie”.
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