Il Campania Teatro Festival, evento di punta della scena culturale regionale, si appresta a debuttare con un leggero ritardo rispetto al calendario abituale.
La causa principale di questo slittamento è stata la lunga trattativa tra la Regione Campania e il Governo centrale riguardante i fondi di coesione, che non ha ancora trovato una soluzione definitiva.
Nonostante ciò, l’amministrazione guidata dal governatore Vincenzo De Luca ha deciso di procedere ugualmente, attingendo direttamente dai fondi del Bilancio regionale per assicurare lo svolgimento del festival e di altre manifestazioni culturali significative come il Ravello Festival e Giffoni.
Sebbene privo delle sue consuete attività collaterali a causa delle restrizioni budgetarie imposte dalla mancata chiusura dell’accordo sui fondi di coesione tra Regione Campania e Governo centrale, il Campania Teatro Festival si conferma come uno degli appuntamenti imperdibili nel panorama culturale italiano grazie alla sua ricca programmazione che spazia dal locale all’internazionale.
La decisione di concentrare le risorse disponibili esclusivamente sull’attività teatrale ha portato a una riduzione delle attività collaterali ma ha permesso comunque la realizzazione di 40 spettacoli. “Abbiamo investito 5 milioni per il cinema e altrettanti per il teatro”, dichiara De Luca, evidenziando anche un impegno significativo nella digitalizzazione del patrimonio culturale campano con un investimento da 45 milioni. Queste scelte riflettono la convinzione dell’amministrazione che la cultura rappresenti un motore essenziale per lo sviluppo della regione.
Il festival vedrà la partecipazione di artisti internazionali e nazionali che porteranno in scena opere innovative ed emozionanti. Tra gli ospiti più attesi ci sono Bob Wilson con “Ubu”, Jan Fabre, Euripides Laskaridis e molti altri talentuosi artisti provenienti da tutto il mondo. Il programma promette spettacoli capaci di offrire nuove prospettive sul teatro contemporaneo e sulla sua capacità di dialogare con tematiche attuali.
L’inaugurazione del festival sarà affidata a “La prima luce di Neruda” al Mercadante il 21 settembre, seguita da una serie di rappresentazioni che includono “Il medico dei maiali”, una riflessione sulla natura umana attraverso gli occhi di un veterinario coinvolto nelle vicende della monarchia. Neri Marcorè celebrerà invece due icone della canzone italiana con “Tra Gaber e Faber”, mentre opere come “La denuncia” e “Leviatano” arricchiranno ulteriormente l’offerta teatrale italiana durante il festival.
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