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Categories: Cronaca

Contesto malavitoso? l’ipotesi dietro la morte di Emanuele Tufano

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Tania Guaida

Al momento non è chiaro se l’uccisione di Emanuele Tufano a Napoli sia maturata o meno in un contesto malavitoso.

Sul fronte delle indagini in corso, eseguite dalla Polizia di Stato, al momento a coordinare è la Procura di Napoli ma della vicenda resta  costantemente informata anche la Procura dei Minori. Ancora da chiarire quanto c’entri il contesto della malavita locale con quanto accaduto.

Si indaga attorno alla morte di un giovane nel napoletano napoli.cityrumors.it foto Ansa

Pare ci siano due giovani coinvolti nell’omicidio del giovane ragazzo.Uno dei due sospettati è anche arrivato in ospedale con ferita di arma da fuoco. Subito, il ragazzino è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Comunque, le sue condizioni di salute sono stabili. L’altro, invece, risulta essere stato accoltellato alla coscia e al gluteo. Anche quest’ultimo in buone condizioni.

Morte Emanuele Tufano: gli spari in corso Umberto I

Emanuele Tufano era a bordo di uno scooter con altri due ragazzi quando improvvisamente, in via Carmeniello al Mercato si sono sentiti dei forti spari: qui sarebbero stati esplosi almeno 12 colpi di pistola, forse in un contendere tra due persone.

Da chiarire ancora come possa essere fondato il collegamento con il ferimento di un 17enne che nella notte si è presentato all’ospedale Cto con ferite proprio da colpi di arma da fuoco, insieme a un 14enne con diverse escoriazioni.

Forse altri due minorenni coinvolti nell’omicidio di Tufano

Rabbia e dolore emergono come prime reazioni alla tragica scomparsa di Emanuele. Tra le testimonianze, sui social sono apparse anche le parole di una sua insegnante: «Oggi è un giorno terribile. Abbiamo perso tutti qualcosa. Sento ancora più forte il peso della mia professione… Fuori piove, e dentro di me c’è solo tristezza. Leggo: “Napoli, 15enne ucciso a Corso Umberto durante una sparatoria”. Ma lui non era solo un ragazzo di quindici anni, era uno dei miei studenti».

«Aveva una famiglia, amici, passioni, ma soprattutto dei sogni, interrotti brutalmente in una notte di ottobre. Non era un semplice “quindicenne” ma un figlio di questa città, una città che è tanto generosa quanto crudele. Da quando ho appreso la notizia, continuo a vederlo davanti a me, con quegli occhi timidi e profondi. Mi chiedo se io o la scuola avessimo potuto fare qualcosa di più per lui… Perdona tutti noi, caro ragazzo, perché non siamo riusciti a proteggerti come meritavi. Buon viaggio piccolo, oggi è davvero un giorno buio».

Tania Guaida

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