I carabinieri in queste prime ore di lunedì 18 novembre hanno messo arrestato due persone e sgominato una associazione criminale
Per diverso tempo erano diventati l’incubo degli anziani di tutto il Sud Italia. Ora, però, il blitz dei carabinieri nel cuore di Napoli ha portato all’arresto di due persone e allo smantellamento di una centrale delle truffe. Come riferito dall’Adnkronos, l’indagine è partita da una segnalazione in provincia di Reggio Calabria lo scorso maggio.
I militari calabresi hanno iniziato ad effettuare tutti gli approfondimenti del caso e si è arrivati alla scoperta della base di questa centrale della truffe. Questa mattina la decisione di effettuare il blitz e l’arresto di due pregiudicati. Ora le indagini proseguiranno perché, stando a quanto ipotizzato dagli stessi inquirenti, le persone arrestate sono sola la punta di un iceberg di una organizzazione molto più ampia ed ora si è al lavoro per identificarli e arrestarli.
Il modus operandi è quello che tutti noi conosciamo: ovvero quello del falso carabiniere. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, i due hanno utilizzato questo metodo per truffare una signora anziana invalida al 100%. L’hanno convinta a consegnare tutti i gioielli in casa mettendo in scena un incidente del nipote e una finta cauzione per evitare l’arresto. La vittima, preoccupata per le sorti del giovani, ha accettato di dare i propri gioielli per un valore di 40mila euro.
La truffa, però, non è andata a buon fine per due motivi. Il primo è stato il fatto di aver lasciato la macchina parcheggiata in zona e nei pressi di un negozio con la telecamere di sicurezza. Attraverso i video e alcune analisi i militari sono riusciti a risalire all’identità dei pregiudicati. Inoltre, i fermati non avevano fatto i conti con la memoria dei residenti della cittadina reggina, che hanno confermato la loro presenza da alcuni giorni e le testimonianze sono state fondamentali per risalire ai responsabili di questo gesto.
Le indagini comunque non sono destinate a fermarsi qui. Si proseguirà per cercare di capire se ci sono altre vittime ed eventualmente individuare anche ulteriori soggetti che fanno parte di questa centrale delle truffe.
Secondo gli inquirenti, infatti, le due persone fermate sono solamente la punta dell’iceberg. Per questo motivo si proverà nei prossimi giorni ad avere un quadro più chiaro su chi è coinvolto in questa associazione criminale.
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