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Politica

Trump dopo il Venezuela minaccia altri Paesi: “I prossimi sono Colombia, Messico, Cuba ed Iran”

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Salvatore Lavino

Quali sono le vere motivazioni del colpo di Stato avvenuto negli ultimi giorni da parte degli Stati Uniti a Caracas e delle minacce rivolte ad altri Stati.

Gli Stati Uniti hanno compiuto un blitz senza precedenti nella storia, per dinamiche e per altri contesti. Qualche giorno fa agenti segreti a stelle e strisce sono penetrati a Caracas prelevando il dittatore Nicolas Maduro e sua moglie. Entrambi ora sono detenuti a New York in una apposita struttura penitenziaria. L’opinione pubblica è divisa tra chi accusa Donald Trump di avere ravvivato le fiamme di un odioso imperialismo che vide il suo culmine tra anni Sessanta ed Ottanta e chi sostiene che invece il presidente USA vada ringraziato.

Trump dopo il Venezuela minaccia altri Paesi: “I prossimi sono Colombia, Messico, Cuba ed Iran” – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

Maduro è infatti un uomo che è sempre stato molto lontano dal concetto di democrazia. Ma bisognerebbe tenere a mente che Trump non ha fatto tutto questo come gesto di buona volontà per liberare il popolo venezuelano. Lui stesso non ha nascosto di avere concesso i giacimenti petroliferi dei quali è ricco lo Stato sudamericano a diverse compagnie americane.

Il golpe di Trump in Venezuela non è un atto di pace

E non è un caso se ora lo stesso Trump abbia ricominciato a parlare con i consueti termini folli di una annessione statunitense della Groenlandia. Cosa che ha suscitato la più che comprensibile irritazione della Danimarca, cui la Groenlandia fa capo. L’immensa isola ghiacciata è a sua volta ricchissima di giacimenti petroliferi e di gas naturali. Dato il livello di impulsività e di sconsideratezza di Trump e di coloro dei quali il presidente statunitense si è circondato, ora il timore che Washington bombardi la Groenlandia c’è.

Il golpe di Trump in Venezuela non è un atto di pace – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

E tutto ciò a dispetto delle promesse in campagna elettorale – vanificate molto presto – di mantenere la pace. Ma da uno intollerante e prepotente fino al midollo cos’altro ci si poteva aspettare? Ed anche il tappeto rosso srotolato a Vladimir Putin in Alaska pochi mesi fa la dice tutta sul personaggio Trump, che dimentica anche di avere ereditato gli Stati Uniti nella loro migliore situazione economica di sempre. Cosa che non sussiste più dopo la scriteriata politica di dazi e nazionalismo che lo stesso Trump ha imposto.

Poi tornano alla mente anche i messaggi su una chat privata tenuti da lui e da alcuni suoi uomini, nei quali tutti loro sparlavano degli europei, i soli a cercare di arginare Putin ed a criticare Netanyahu. Altro episodio censurabile che la dice lunga su quello che è il momento attuale di mediocrità assoluta in fatto di politica estera e sociale che stiamo vivendo.

Iran e Centro e Sud America nel mirino

Fatto sta che le mire espansionistiche di Trump non sembrano fermarsi. Tutto ciò sembra anche un ottimo modo per distogliere l’attenzione dal forte calo di popolarità interno che il buon Donald sta subendo. Dopo quanto avvenuto in Venezuela, Trump ne ha approfittato per avvertire altri Stati ricchi di petrolio ovviamente, o che contrastano gli interessi statunitensi.

Iran e Centro e Sud America nel mirino – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

La Colombia, il Messico, l’Iran e Cuba sono avversari da zittire politicamente e da soggiogare economicamente. È già idea diffusa che Trump userà come pretesto il narcotraffico e l’immigrazione per colpire i primi due, e le recenti agitazioni politiche della popolazione contro il carovita per scagliarsi contro Teheran (dove pure l’Ayatollah Kameni andrebbe in qualche modo limitato, n.d.r.).

Cuba è invece uno storico avversario politico di Washington e non ha mai visto di buon occhio l’imperialismo yankee. Le parole contro questi quattro Stati sono state rilasciate da Trump in persona durante un volo sull’Air Force One. E ci troviamo in un contesto dove nessuno ha ragione e tutti sbagliano, qualsiasi cosa si faccia.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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