Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare direttamente Danimarca e quindi Unione Europea. La posizione della NATO si fa sempre più fragile e precaria.
Il Venezuela ed il suo petrolio non bastano. Donald Trump ha annunciato nelle scorse ore che gli Stati Uniti beneficeranno del petrolio dello Stato sudamericano a prezzo di super favore. Ed è questo il motivo reale dell’intervento americano a Caracas con il quale è stato destituito il comunque feroce dittatore Nicolas Maduro. Giusto ieri Trump ha minacciato interventi militari diretti anche in Iran, Messico, Cuba e Colombia.
Tra interessi economici e presenza di giacimenti di petrolio e di gas naturale pure lì, l’imperialismo yankee che ha fomentato rivoluzioni e destituito capi di governo in passato è tornato nella maniera più prepotente immaginabile. Ed ora a questo elenco di obiettivi colpibili con interventi militari diretti figura anche la Groenlandia. L’immensa isola che si staglia nel nord dell’Oceano Atlantico è sotto giurisdizione della Danimarca. Ed ovviamente Copenaghen non ha preso bene questo atto di prepotenza di Washington.
Ma ormai viviamo in un’epoca di instabilità politica e di insicurezza generale. E gente come Trump, Putin, Lukashenko, lo stesso Maduro prima della sua cattura, e come Erdogan ed altre “autorità autoritarie”, in questo clima di incertezza ci sguazzano. È notizia freschissima che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato come tra le opzioni che Trump starebbe prendendo in considerazione per annettere la Groenlandia agli Stati Uniti ci sarebbe anche l’utilizzo della forza.
La Leavitt ha accampato come scusa quella della “sicurezza nazionale” per giustificare una possibile annessione dell’isola danese agli USA. E più volte Trump ha parlato di estrema necessità di inglobare la Groenlandia agli Stati Uniti. La quale conta circa 57mila abitanti. L’importanza della stessa sarebbe strategica in ambito militare ma ancora più profonda visti i giacimenti di petrolio e gas presenti lì nel sottosuolo.
La Casa Bianca parla di “importante obiettivo di politica estera” e non si fa alcun problema nel parlare anche di eventuale impiego dell’esercito. Cosa che però vorrebbe dire dichiarare guerra alla Danimarca ed a tutta l’Unione Europea. Una cosa veramente inaudita e che ha portato in molti a pensare che davvero stavolta occorrerebbe mettere un freno ai deliri di onnipotenza di Donald Trump.
Che già una volta l’ha fatta franca, con la rivolta di Capitol Hill del 6 gennaio 2021, che lo vide difatti complice del tentativo di rivolta nei confronti di Joe Biden, che fece anche delle vittime. La UE ha rilasciato una nota firmata da tutti quanti gli Stati Membri nella quale questo atteggiamento di prepotenza da parte degli USA viene fermamente condannato.
Ed all’interno della quale viene fermamente ribadito che la Groenlandia appartiene alla Danimarca. E che qualsiasi aggressione militare da parte di chicchessia vedrà una risposta di legittima difesa decisa. Ciò nel nome del sacro principio di inviolabilità dei confini. Viene a crearsi anche un paradosso importante purtroppo, che mette la NATO in una posizione di ulteriore debolezza, dopo quanto avvenuto con il conflitto in Ucraina scatenato unilateralmente dalla Russia.
Mosca sta facendo quel che le pare, forte anche dell’appoggio, diretto od indiretto, di Paesi come Cina, Corea del Nord, Iran, Brasile…nessuno vuole lo scontro, ma l’Europa ad oggi è come schiacciata ai lati dalla prepotenza della Russia ad est e dai deliri di onnipotenza degli Stati Uniti ad ovest. E viene da credere che il futuro sarà tutt’altro che roseo e pacifico.
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