Alle ore 17 e 44 di oggi, giovedì 8 gennaio 2026, la terra è tornata a creare ai Campi Flegrei. La magnitudo stimata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) è di 2.6 con epicentro nell’area di Pozzuoli–Solfatara.
Il sisma, avvenuto ad una profondità di 3 chilometri, dunque molto in superficie, è stato chiaramente avvertito dalla cittadinanza. Subito dopo la prima scossa i sismografi hanno registrato numerosi altri terremoti più deboli, tipici di una fase di sciame sismico. Quest’ultimo si verifica quando avvengono diversi terremoti ravvicinati nel tempo che sono di magnitudo moderata o bassa.

“L’Osservatorio vesuviano ha provveduto a comunicare a questa amministrazione – ha fatto sapere il Comune di Pozzuoli – che a partire dalle ore locali 17 e 27 dell’8 gennaio 2026 è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei. Sono stati rilevati in via preliminare sei terremoti. Per eventuali segnalazioni di danni e/o disagi è possibile chiamare i seguenti numeri: Centrale Operativa Polizia Municipale: 081/855189 – Protezione Civile: 081/18894400”.
Un fenomeno ben noto nell’area flegrea, dove le scosse dipendono da processi vulcanici e non dalle classiche faglie tettoniche. In tutto questo si inserisce il bradisismo, ovvero il meccanismo per il quale il suolo si solleva o si abbassa e che è legato al dinamismo della caldera vulcanica. Stando agli ultimi dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia dal 10 ottobre scorso la velocità di sollevamento è aumentata.
Quando il suolo si deforma, le rocce si fratturano e generano terremoti
Ciò significa che l’attuale velocità è di circa 25 millimetro al mese e in un anno il suolo nel rione Terra di Pozzuoli si è sollevato di circa 22,5 centimetri complessivamente. La fase di sollevamento è solitamente causata dal riscaldamento del sottosuolo, dall’accumulo di fluidi e gas e dalla pressurizzazione del sistema idrotermale. Quando il suolo si deforma, le rocce si fratturano e generano terremoti e sciami sismici.
È bene ricordare che gli esperti dell’Ingv monitorano in maniera costante i flussi di anidride carbonica, che recentemente non hanno subito improvvise impennate come in passato, la zona della Solfatara e la fumatola principale.
Come già fatto sapere in passato, non ci sono segnali di risalita magmatica rapida che significherebbe rischio eruzione. Il livello di allerta resta sul giallo e per l’Osservatorio vesuviano non ci sono variazioni brusche dei parametri.
L’amministrazione comunale di Pozzuoli insieme alla Protezione civile del Comune hanno comunicato che seguono da vicino l’evolversi dello sciame sismico in atto. E fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno. Entro 3/6 ore seguirà ulteriore aggiornamento in funzione dell’evoluzione del fenomeno.




