Le sue imprese si erano aggiudicate, in quattro anni, gare d’appalto per un importo superiore ai 450 milioni di euro per opere da eseguire o in fase di esecuzione in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania.
Oggi, però, i finanzieri, a seguito di indagini condotte sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia (Dda) hanno eseguito nei confronti di Giovanni Citarella, di 57 anni, un provvedimento di confisca per partecipazioni societarie e complessi aziendali per un valore stimato di circa 13 milioni di euro. Le società Cieffe Lavori srl e Cieffe Costruzioni srl attualmente sono già gestite da amministratori nominati dal Tribunale.

Le aziende in questo modo stanno rispettando gli impegni contrattuali assunti, con salvaguardia dei posti di lavoro dei vari dipendenti. Ciò consentirà loro di incassare a completamento dei lavori oltre 73 milioni di euro. La prima misura di prevenzione antimafia è risalente all’ottobre del 2021. Allora erano stati sottoposti a vincolo cautelare beni e aziende per un importo stimato in 7 milioni di euro.
Il tutto era successivamente stato confiscato in via definitiva dalla Corte di Cassazione il 3 ottobre 2024. Al centro dell’inchiesta, come già accennato, Giovanni Citarella, figlio del defunto Gennaro, imprenditore originario di Nocera Inferiore ucciso negli anni ’90 in un agguato camorristico.
Il 57enne è stato ritenuto soggetto socialmente pericoloso
Il 57enne è stato ritenuto soggetto socialmente pericoloso, essendosi reso responsabile nel corso degli anni, tra l’altro, di numerosi reati.
Tra di essi intestazione fittizia di beni, turbata libertà degli incanti, corruzione, plurimi illeciti fiscali, oltre che di concorso in un tentato omicidio di stampo camorristico, vicenda per cui l’uomo è stato condannato in via definitiva. Parallelamente, era stato giudicato sproporzionato il valore dei beni riconducibili, direttamente o per interposta persona a Citarella rispetto ai redditi da questi dichiarati, nel periodo di tempo compreso dal 1997 al 2012.

Il Gico della guardia di finanza ha poi ricondotto a lui le società Cieffe Lavori srl e Cieffe Costruzioni srl. Le aziende avevano ritratto le proprie risorse economiche e finanziarie, in fase di avvio della loro operatività, da alcune operazioni societarie straordinarie (scissioni e trasferimenti di azienda), realizzate da altre compagini societarie, riconducibili sempre a Citarella e avviate nell’arco temporale in cui questi si era reso autore di molteplici condotte illecite.
“Le attività di intercettazioni telefoniche e telematiche hanno permesso di accertare il ruolo di effettivo dominus di Citarella – ha spiegato in una nota il procuratore di Salerno Rocco Alfano – nella gestione delle società oggetto dell’odierna confisca, nonostante non comparisse nella compagine sociale né rivestisse cariche nella compagine sociale né rivestisse cariche”.




