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Politica

Tutti vogliono la guerra ed alla fine paghiamo noi: mutui, rincari ed altro ci costano caro ogni anno

Published by
Salvatore Lavino

 

Non c’è più la stabilità del decennio precedente al Covid, quando uscimmo fuori da una crisi economica cominciata a fine 2007 e durata quasi tre anni. Con la pandemia sono sorti nuovi problemi, sono venute meno tante certezze e di sicuro ci sono stati solo gli aumenti di prezzo, di ogni bene presente sul mercato. Da quelli di primo bisogno a quelli ritenuti non necessari.

Tutti vogliono la guerra ed alla fine paghiamo noi: mutui, rincari ed altro ci costano caro ogni anno – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

E come se non fosse sufficiente la circolazione del Coronavirus (a proposito, sono passati sei anni da quegli scenari apocalittici ma sembra tutto avvenuto appena il mese scorso, n.d.r.) ci si sono messi i vari conflitti bellici in giro per il mondo. Quello in Ucraina per primo, che sta per compiere quattro anni, anche se affonda le sue radici a molto prima. Da quella guerra scaturita insensatamente da una Russia che ha deciso di mettersi contro l’intero mondo civilizzato sono seguite delle crisi energetiche ed alimentari come non se ne vedevano dalla prima metà del XX secolo.

Quanti conflitti aperti ci sono oggi

E poi hanno fatto seguito, a ruota, altri scontri armati che pure covavano da decenni sotto traccia. L’intifada tra Israele ed il popolo palestinese non è mai stato così violenta da ottobre del 2023, e non sono solo queste le sole guerre che stanno scuotendo il mondo. In Africa ci sono diversi scenari di guerra, così come tra Cambogia e Thailandia e Cina e Taiwan.

Quanti conflitti aperti ci sono oggi – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

Senza dimenticare il totale atteggiamento da squilibrati tenuto dagli Stati Uniti, che dovrebbero fungere da equilibratori del mondo. E che invece, con gli atteggiamenti da bullo di Donald Trump, che non fa assolutamente niente per nascondere il suo disprezzo nei confronti del diritto internazionale, non fa altro che alimentare le tensioni. Dapprima col muro per far morire di fame gli immigrati dal Messico, e poi con attacchi illegittimi sia verbali che propriamente militari, come avvenuto in Venezuela.

Il tutto per portare avanti i loro interessi e le loro mire di espansionismo economico e commerciale, più che politico. C’è da dire che Maduro era un dittatore con le mani macchiate di sangue, e da quel punto di vista la sua destituzione è stata un bene. Ma le nazioni latinoamericane storicamente sono incapaci di fornire stabilità e benessere ai rispettivi popoli, e di sicuro il governo che si insedierà a Caracas tutto sarà meno che lungimirante e capace di tenere testa ad un Trump che ha già messo le mani sul petrolio locale.

L’incertezza politica genera anche incertezza economica, ed i prezzi salgono

Occorre fare altri esempi? Il presidente argentino Milei è un altro Trump in piccolo, così come lo è stato il brasiliano Bolsonaro, che politicamente parlando ha fatto una brutta fine. I nazionalismi ed i populismi purtroppo hanno ripreso piede, proprio come cento anni fa. E furono questi atteggiamenti a scatenare le due guerre mondiali. Ma purtroppo oggi la storia sembrano studiarla in pochi, a cominciare da politici e capi di governo.

L’incertezza politica genera anche incertezza economica, ed i prezzi salgono – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

E purtroppo tutta questa idiozia in ambito politico si ripercuote anche sul lato economico, con piani del tutto inadatti a garantire progresso, stabilità ed a dare risposte adeguate alle esigenze dei cittadini. Una delle conseguenze più immediate di tutto questo trova riscontro nei rincari, soprattutto negli ambiti della alimentazione, dell’energia e dei trasporti.

Il perdurare delle tensioni geopolitiche globali non fa altro che destabilizzare i mercati internazionali delle materie prime. E quindi va a finire che dobbiamo pagare di più per benzina e diesel, farina, zucchero, pasta, pane, latte e tanto altro. Poi non si capisce perché siamo tenuti a pagare di anno in anno sempre di più anche per l’assicurazione dell’auto o della casa, anche in assenza di sinistri che ci vedono responsabili.

Quanto spendiamo in più ogni anno

Aumentano i costi di energie e materie prime e di conseguenza i produttori scaricano tutto questo su una produzione ridotta nelle quantità fornite ma che vede i prezzi dei prodotti anche raddoppiare. Ormai è ben radicata la malsana abitudine di fornire confezioni con un prodotto minore in quantità rispetto al passato, ma che costa di più, ed anche di non poco. Questo è il cosiddetto fenomeno dello shrinkflation.

E non si scappa anche dal fronte bollette, con gas ed energia elettrica che ci portano a subire periodicamente dei salassi. Il tutto nonostante delle politiche concepite per attenuare questi contraccolpi. Ed alla fine il risultato è quello di un potere di acquisto delle famiglie eroso.

Anche chi prima si trovava in una condizione di benessere, oggi ha scoperto di dovere convivere con tante difficoltà per arrivare alla fine del mese. In base a quanto fa sapere Federconsumatori, anche quest’anno ogni famiglia sarà costretta a spendere almeno 670 euro e più per soddisfare le proprie necessità imprescindibili, tra alimenti, medicinali e carburanti. E l’avvenire sembra sempre peggiorare ogni volta di più.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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