Casi di meningite a Napoli, cosa sta accadendo davvero? Tutti i dettagli sui casi accertati e sul “probabile focolaio”

Ben quattro casi di meningite sono stati accertati negli ultimi giorni a Napoli. Le persone colpite dalla malattia sarebbero giovani tra i 22 ed i 25 anni ed un 14enne.

I casi hanno creato paura in città, ed hanno determinato la diffusione di notizie incontrollate e non verificate alimentando i timori. Proviamo a fare chiarezza su quanto realmente accaduto, stando anche alle comunicazioni da parte delle autorità sanitarie.

Ambulanza ospedale Cotugno Napoli
Casi di meningite a Napoli, cosa sta accadendo davvero? Tutti i dettagli sui casi accertati e sul “probabile focolaio” (ANSA FOTO) – NapoliCityrumors.it

Ciò che sappiamo è che in tre dei quattro episodi di meningite, il batterio identificato è il Neisseria meningitidis, ovvero il meningococco. Uno dei tre giovani colpiti è in gravi condizioni e si trova ricoverato presso l’ospedale Cotugno di Napoli. Due persone sono in condizioni stabili. I primi tre pazienti risiedono nell’area del quartiere di Chiaia. Il quarto caso riguarda un ragazzino di 14 anni, studenti dell’istituto Angiulli al rione Sanità.

La struttura scolastica è rimasta chiusa per un giorno per permettere alle autorità scolastiche di ordinare una sanificazione. La scuola è poi stata riaperta. Tutti i pazienti sono tenuti sotto stretta osservazione proprio dagli esperti del Cotugno.

Una formula prudenziale che serve ad attivare i protocolli di sorveglianza

Quest’ultimo, infatti, rappresenta il Centro di riferimento regionale campano per le malattie infettive. Nelle ultime ore la diffusione del contenuto di un documento interno dell’Asl Napoli 1 Centro ha provocato ulteriore agitazione.

L’atto, inviato dall’Asl a pediatri e medici, parla di un “probabile focolaio di meningite da Neisseria meningitidis”. Tutto ciò non significa che il focolaio sia certo o che sia fuori controllo. Si tratta piuttosto di una formula prudenziale che serve ad attivare i protocolli di sorveglianza e alzare la soglia d’attenzione dei medici nel segnalare sintomi sospetti all’Azienda sanitaria. Dunque al momento non c’è un focolaio certo o fuori controllo.

Pronto soccorso ospedale Cotugno Napoli
Una formula prudenziale che serve ad attivare i protocolli di sorveglianza (ANSA FOTO) – NapoliCityrumors.it

Di contro, il fatto che si possa trattare di un vero e proprio focolaio è suffragato dall’aver isolato lo stesso patogeno e dall’aver registrato più casi ravvicinati nello spazio. Del resto le autorità sanitarie hanno immediatamente attivato i protocolli di screening e sorveglianza previsti in queste circostanze.

L’Azienda ospedaliera dei Colli inoltre, cui fa capo l’ospedale Cotugno, ha rassicurato la cittadinanza precisando che “l’assenza di correlazione cronologica tra l’insorgenza dei sintomi non fa ipotizzare l’esistenza di una catena di contagio diretta. L’incidenza rilevata rientra nei flussigrammi stagionali attesi, correlati anche al brusco calo delle temperature registrate nelle ultime ore. I ceppi infettivi analizzati non sembrano riconducibili a un unico focolaio”.

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