“Si sono determinati nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali ed una rinnovata spinta propulsiva e progettuale. Mi dimetto dalla carica di sindaco”.
Così, in una nota diffusa poche ore fa, Vincenzo Napoli, primo cittadino di Salerno e presidente della Provincia. Le sue dimissioni rappresenterebbero tutt’altro che un fulmine a ciel sereno, stando alla tesi del centrodestra.

Di mezzo potrebbe esserci un “disegno politico” del suo predecessore alla guida del Municipio salernitano, Vincenzo De Luca. Quest’ultimo, senza più incarichi istituzionali dopo i due mandati consecutivi come governatore della Campania, potrebbe candidarsi nuovamente come sindaco della “sua” Salerno. Nella lettera di dimissioni, già protocollata dalla Segreteria generale ed inviata ai consiglieri comunali, Napoli ha fatto riferimento a De Luca per “l’aiuto concreto” della Regione nel corso del suo mandato.
L’ormai ex sindaco ha motivato la sua decisione con “le modifiche sostanziali dei riferimenti del quadro politico”. Modifiche che lo avrebbero portato ad interrompere con diversi mesi d’anticipo il suo mandato. Napoli è stato infatti sindaco di Salerno per dieci anni, a partire dal 2016, e “saremmo andati alle elezioni da qui a sei mesi. Ma si correva il rischio di svolgere questa fase di consiliatura delegandola ad un’azione ordinaria che non possiamo permetterci”.
Celano (Fi): “Caduta imposta da fattori esterni e personali”
Il riferimento è ovviamente anche alle recenti elezioni regionali che hanno decretato la vittoria del centrosinistra di Roberto Fico. 75 anni, architetto, sposato con una figlia, Napoli ha ereditato la guida della città proprio dallo “sceriffo” De Luca di cui era vicesindaco, nel segno della continuità. Napoli ha escluso che dietro la sua decisione ci possa essere lo “zampino” del suo mentore, con ogni probabilità intenzionato a ricandidarsi come sindaco di Salerno.
Le dimissioni del sindaco hanno già provocato veementi reazioni da parte delle forze di opposizione al centrosinistra. “Una manovra politica scoperta, – ha dichiarato Roberto Celano, segretario provinciale Forza Italia, a SalernoToday – consumata nel quasi totale silenzio della società civile. Una caduta non determinata dal giudizio degli elettori o da dinamiche consiliari, ma imposta da fattori esterni e personali. La necessità di De Luca di occupare anche formalmente una poltrona istituzionale.È noto a tutti che lui e la sua famiglia governano la città, direttamente o per interposta persona, da circa trent’anni”.

Ulteriori elemento che farebbe propendere per l’ipotesi che le dimissioni di Napoli possano spianare la strada all’ex presidente della Regione, sta nel fatto che il braccio destro di De Luca, Nello Mastursi, è stato recentemente nominato amministratore dell’azienda pubblica provinciale Arechi Multiservice.
A completare la “rete” tutta deluchiana il ruolo ricoperto da Piero De Luca, figlio di Vincenzo, attualmente segretario regionale del Partito democratico.





