Chiedono il pizzo ad un imprenditore, proprietario di una scuola dell’infanzia ad Acerra, in provincia di Napoli. Blitz questa mattina da parte delle forze dell’ordine.
I carabinieri hanno arrestato quattro persone. L’operazione è scattata all’alba di oggi. I militari del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della stazione di Acerra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato emesso dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli. Nel mirino quattro persone gravemente indiziate del reato di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, gli indagati tra luglio ed ottobre del 2025 avrebbero più volte minacciato l’imprenditore.
Evocando l’appartenenza alla camorra locale, i sospettati avrebbero chiesto il pagamento di somme di denaro per consentire al proprietario dell’asilo di continuare a svolgere la propria attività lavorativa. Tra i quattro indagati di oggi c’è anche Antonio Aloia, catturato il giorno di Natale scorso proprio dal Nucleo investigativo di Castello di Cisterna. Aloia era quindi latitante tra luglio ed ottobre, ed è ritenuto a capo del clan locale.
Sulle tracce di Antonio Aloia c’erano militari e Antimafia
Aloia, 47 anni, era stato bloccato a Griciganno di Aversa il 25 dicembre 2025. Sulle sue tracce c’erano militari e Antimafia. L’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce da circa un anno e mezzo, precisamente ad agosto 2024. A quell’epoca non era rientrato in carcere dopo un permesso premio dove era detenuto per associazione mafiosa, detenzione illegale di armi, estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso.
Aloia si nascondeva nell’appartamento di un fiancheggiatore 45enne e quando i carabinieri di Castello di Cisterna, supportati dal team Api di Napoli, hanno fatto irruzione, stava dormendo. Sul comodino una pistola con il colpo in canna.

Aloia doveva scontare, nel 2024, 27 anni e 3 mesi di reclusione, la sua pena sarebbe terminata nel 2030. Venti anni fa era già stato arrestato da latitante. Aloia è fratello di Andrea, arrestato dai carabinieri a ottobre 2023, anch’egli latitante.
Sia la latitanza sia la nuova inchiesta sul tentativo di estorsione potrebbero quindi aggravare la posizione, e la detenzione, di Antonio Aloia. Preoccupante, in particolare, il fatto che l’uomo avrebbe agito con sfrontatezza nonostante in quei mesi fosse attivamente ricercato dalle forze dell’ordine. Ciò non gli avrebbe impedito di pretendere il pizzo da un imprenditore dalla zona.





