Disastro della funivia del Faito, ipotesi errori di progettazione nel 1952: “Un paravento per giustificare eventuali negligenze recenti”

“Sconcertante l’ipotesi di errori nel 1952. La verità è nelle responsabilità di chi doveva gestire oggi”. Ne è convinto l’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque.

Il politico, da sempre attento alle sorti del Monte Faito, ha commentato gli ultimi sviluppi giudiziari che vedono ora 25 indagati per il disastro della funivia costato la vita il 17 aprile 2025 a quattro persone. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha iscritto fino a questo momento nel registro degli indagati venticinque persone.

Disastro funivia del Faito
Disastro della funivia del Faito, ipotesi errori di progettazione nel 1952: “Un paravento per giustificare eventuali negligenze recenti” (ANSA FOTO) – NapoliCityrumors.it

L’inchiesta si starebbe allargando alla progettazione della struttura nel 1952. Un fatto questo che ha lasciato perplesso e preoccupato Cinque. “Cercare risposte in un’epoca lontana oltre settant’anni – ha continuato l’ex esponente regionale – rischia di apparire come un tentativo di diluire le responsabilità di chi, ai giorni nostri, aveva il dovere di garantire la sicurezza di migliaia di cittadini e turisti”.

Per Gennaro Cinque “la funivia del Faito è stata l’anima del nostro territorio per decenni. Se davvero esistevano vulnerabilità strutturali storiche, com’è possibile che i collaudi degli ultimi anni, i lavori di ammodernamento e le ispezioni recenti, l’ultima appena sette giorni prima del disastro, non abbiano rilevato nulla?”.

“Non si può morire per una gita fuori porta”

Secondo l’ex consigliere, il focus deve restare sulla catena di comando attuale e sulle decisioni prese in quel tragico Giovedì Santo.

Dobbiamo delle risposte alle famiglie di Carmine Parlato, di Janan Suliman e dei coniugi Winn. Non si può morire per una gita fuori porta. I cittadini devono sapere perché quel giorno, con condizioni meteo avverse e dopo una riapertura stagionale lampo, la cabina era in funzione. Ed è fondamentale chiarire perché i sistemi di emergenza non hanno funzionato”.

Disastro funivia del Faito nel 2025
“Non si può morire per una gita fuori porta” (ANSA FOTO) – NapoliCityrumors.it

Cinque ha puntato il dito anche sulla gestione della holding regionale: “L’Eav e i suoi vertici devono chiarire non solo le procedure di manutenzione, ma anche la qualità del monitoraggio tecnico svolto. Scomodare i progettisti del 1952 non deve diventare un paravento per giustificare eventuali negligenze recenti. Il Faito è una risorsa che amiamo, ma la sicurezza non può essere un optional o una variabile dipendente dal caso”.

Continuerò a seguire questa vicenda con il massimo rigore. – ha concluso Cinque – La magistratura faccia il suo corso, ma si faccia in fretta. Il territorio non può accettare che una strage di questo tipo resti senza colpevoli certi. La verità è dovuta alle vittime e a una montagna che non può restare macchiata per sempre dall’ombra dell’incuria”.

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