Un frate che ha saputo trasformare un talento personale in servizio ecclesiale, dimostrando che arte e fede, quando camminano insieme, possono diventare annuncio, bellezza e speranza.
È la storia di padre Carlo Basile, frate minore e sacerdote, originario di Bracigliano, in provincia di Salerno, che oggi vive il suo servizio ed esprime la sua arte, presso il Convento di San Francesco a Sorrento.

L’arte è quella dei ceri pasquali artigianali, capaci di unire tradizione, bellezza e profonda spiritualità. Nato il 12 gennaio 1980, padre Carlo ha coltiva fin da ragazzo una naturale propensione per l’arte, declinata nelle sue diverse forme ed espressioni. Una sensibilità che non lo ha mai abbandonato e che, con il tempo, ha trovato una sintesi armoniosa nel suo cammino di fede.
Il 16 maggio 2001 è entrato in convento presso la comunità francescana di Sant’Antonio a Mercato San Severino, iniziando il suo percorso di sequela del Signore sulle orme di San Francesco d’Assisi. Diventato frate nel 2002, viene ordinato sacerdote il 23 giugno 2012 da monsignor Francesco Alfano, arcivescovo della Diocesi Sorrento – Castellammare di Stabia: “È stata la prima ordinazione di don Franco, lo ricordo con emozione”.
“Ho trovato un piccolo sgabuzzino, pochi utensili, e ho iniziato”
La formazione di padre Carlo si è svolta tra i conventi del Salernitano e della Basilicata. Ma è durante gli anni più recenti che la sua vocazione artistica ha trovato una nuova e sorprendente espressione. Durante la pandemia, mentre si trovava nel convento di Baronissi, impegnato in due parrocchie, è nata quasi per necessità l’esperienza della lavorazione dei ceri. “Non c’era chi ci fornisse le candele – ha raccontato – così ho trovato un piccolo sgabuzzino, pochi utensili, e ho iniziato”.
Da quel primo cero pasquale ha preso forma un percorso fatto di studio, osservazione e sperimentazione. Tutorial su YouTube, corsi di artigianato, master di specializzazione, fino all’assimilazione di tecniche e simboli. Un cammino partito da lontano. Molti anni prima, infatti, padre Carlo aveva preso parte al corso di iconografia, presso la Casa Religiosa di Sorrento La Culla.

Sono nati così I Ceri di Frate Carlo, realizzati interamente a mano in cera d’api, plasmati con cura e arricchiti da simboli teologici e biblici di grande forza evocativa. Cinque i modelli principali: Frutto del lavoro delle api, L’Albero della Vita, In cammino verso la Resurrezione, Vieni Santo Spirito e Croce Gloriosa. Ogni cero richiede qualche giorno di lavoro: forse il tempo necessario affinché quella manualità si trasformi in preghiera.
Tra le opere più significative, il cero pasquale realizzato per il feretro di Papa Francesco, posto accanto al corpo del Pontefice dopo la sua morte. Un gesto carico di significato, che ha reso noto al grande pubblico il talento e la spiritualità del frate francescano. Un’arte che consola, accompagna e parla anche nel silenzio del lutto.
Le sue creazioni sono oggi richieste in tutta Italia e all’estero: commissioni sono arrivate anche dalla Turchia, dove due anni fa un suo cero è stato collocato in una cattedrale, e presto una nuova opera partirà per Parigi. Padre Carlo realizza anche ceri da mensa per l’altare e rosari artigianali. Di recente è giunta nuovamente una richiesta dal Vaticano per la Cattedra di San Pietro. La scelta è ricaduta sul cero pasquale con il tema della Croce Gloriosa, impreziosito da simboli eucaristici.





