Concessioni demaniali marittime in Campania, non pagava nessuno: blitz delle fiamme gialle, oltre 400 avvisi di messa in mora

Mancato versamento dei canoni demaniali marittimi da parte della totalità degli operatori economici titolari di concessioni nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

È quanto hanno scoperto nelle scorse ore la Procura regionale per la Campania della Corte dei Conti ed il Nucleo di polizia economico-finanziaria Napoli e dal Reparto operativo aeronavale della guardia di finanza.

Porto di Napoli
Concessioni demaniali marittime in Campania, non pagava nessuno: blitz delle fiamme gialle, oltre 400 avvisi di messa in mora (GUARDIA DI FINANZA FOTO) – NapoliCityrumors.it

L’inchiesta, coordinata dai viceprocuratori generali Gianluca Braghò e Davide Vitale, e condotta dalle fiamme gialle partenopee, ha consentito il recupero di oltre tre milioni di euro a titolo di imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime. L’operazione giunge in un momento storico in cui il rinnovo delle concessioni è una tematica all’attenzione di governo nazionale, Regioni e Comuni. Proprio nei giorni scorsi ci eravamo occupati del braccio di ferro in atto tra il Comune di Capri e l’Antitrust.

Tornando all’indagine, questa è stata finalizzata a verificare la regolarità delle concessioni demaniali marittime rilasciate dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale. Nel corso degli accertamenti è emerso il sistematico mancato versamento dell’addizionale regionale ai canoni demaniali marittimi, da parte della totalità degli operatori economici titolari di concessioni nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

L’istituzione dell’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime

L’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime, pari a una percentuale variabile tra il 10% e il 25% del relativo canone, è stata istituita dall’articolo 2 della legge 16 maggio 1970, n. 281, ed è stata recepita dalla Regione Campania con la legge regionale n. 1 del 26 gennaio 1972.

Fino al 2024, anche alla luce della sentenza n. 131/2024 della Corte costituzionale, si era ritenuto, erroneamente, che tale imposta non fosse applicabile alle concessioni rilasciate dalle Autorità di sistema portuale. Diversamente da quanto avveniva per le concessioni rilasciate, ad esempio, dai Comuni, per i tratti di costa di rispettiva competenza.

Finanzieri di Napoli al lavoro
L’istituzione dell’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime (GUARDIA DI FINANZA FOTO) – NapoliCityrumors.it

A seguito delle attività investigative della Corte dei conti, la Regione Campania, quale titolare finale del diritto all’introito delle somme, è intervenuta con la legge regionale n. 13 del 22 luglio 2025. Con tale provvedimento, che ha innovato le disposizioni già contenute nella legge regionale n. 5 del 2013, è stata individuata nell’Autorità di sistema portuale, in qualità di ente concedente, l’amministrazione titolare del potere-dovere di accertare e riscuotere l’imposta nei confronti dei concessionari.

L’Autorità di Sistema Portuale si è quindi attivata inviando 422 avvisi di messa in mora ai concessionari risultati inadempienti, intimando il pagamento dell’imposta dovuta con riferimento agli ultimi cinque anni. Da ultimo, la Regione Campania ha comunicato alla Corte dei conti e alla guardia di finanza che le attività finora svolte hanno già prodotto un rilevante ed efficace “effetto conformativo”, consentendo l’introito nelle casse regionali di complessivi 3.132.507 euro.

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