Tutt’altro: dopo la prova di ieri e nonostante l’emergenza assoluta per colpa degli infortuni, è un imperativo guardare ai prossimi impegni con maggiore fiducia.
Juve-Napoli non è finita bene per gli azzurri, battuti per 3-0 da un avversario che stava fisicamente meglio e che versava in una situazione generalmente migliore. Ma questa cosa vale per chiunque affronti il Napoli da alcuni mesi a questa parte. Perché quel che sta capitando ai campioni d’Italia in carica non è probabilmente successo mai a nessuno. E le parole di Alessandro Buongiorno e di Antonio Conte in zona mista nel dopo-partita spiegano bene questa situazione di emergenza a dir poco inimmaginabile.
Il difensore non ha saputo dare una spiegazione sul come mai il Napoli continui ad essere falcidiato da così tanti infortuni di natura muscolare. E l’allenatore ha fatto l’esempio di Giovane, mandato in campo nonostante non si sia ancora allenato neanche una volta con gli azzurri. “Non mi era mai successo di schierare un elemento senza prima averlo conosciuto in allenamento”. Eppure in Juve-Napoli si era vista una compagine ospite coraggiosa, capace di reggere l’urto iniziale dei bianconeri e di stabilirsi più volte nella metà campo avversaria.
E ha ragione capitan Di Lorenzo quando parla di 3-0 come risultato bugiardo. La Juve ha fatto due gol solo allo scadere, e probabilmente, con maggiori individualità da parte del Napoli la gara avrebbe potuto avere un finale diverso e più equilibrato. Checché ne dica qualche giornalista di fede juventina che ha parlato addirittura di “6-0 come risultato giusto” (ma si sa, da quelle parti peccano notoriamente di obiettività a volte, specialmente quando affrontano il Napoli) la Juventus ha raccolto più di quanto meritato.
Anche se occorre dire che comunque la vittoria della squadra avversaria ci sta, visto che i padroni di casa hanno creato tre occasioni limpide nel primo tempo, gol di David incluso. Al Napoli invece è mancata la presenza in attacco, ma la cosa era anche prevedibile, se vogliamo. Hoijlund è riuscito a fare lavoro di sponda come vuole Conte, però tutto questo gli ha tolto campo per aggredire la profondità ed anche lucidità quando gli è capitato di trovarsi in area per tirare.
Questo ed alcuni errori in fase di impostazione hanno penalizzato il Napoli. Sembrava per certi versi di rivedere la gara contro l’Inter, dove pure degli sbagli anche fatali c’erano stati. McTominay allora, Juan Jesus ieri, con due erroracci hanno favorito le reti degli avversari. In mezzo però ci sono state tante cose buone, ed il fatto di averle viste con molti elementi fuori ruolo o non titolari deve lasciare ben sperare.
In questo momento la cosa migliore da fare è anzitutto mettersi il cuore in pace, non guardare la classifica e giocare con il coraggio mostrato allo Stadium. Nei prossimi giorni ci saranno dei rientri, anche se, almeno contro Chelsea e Fiorentina, gli azzurri saranno contatissimi.
Nella trasferta in Piemonte in panchina c’erano solo quattro elementi della prima squadra tra i giocatori di movimento (Beukema, Olivera, Giovane e Lukaku) più il portiere Contini ed i giovani Ferrante, Prisco e De Chiara.
Giocano sempre gli stessi, e questa cosa purtroppo non fa che aumentare i rischi, come dichiarato da mister Conte. Ma tutto ciò non deve essere usato come scusa per piangersi addosso. Lo sanno tutti molto bene, avversari inclusi, che senza infortuni il Napoli avrebbe raccolto più risultati positivi e si troverebbe, se non al primo posto, in una posizione comunque assai più vicina all’Inter. Lo spogliatoio è unito, a tradire la tenuta di squadra è solo questa lunga serie di incidenti fisici anche molto sfortunati, come nel caso di David Neres.
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