Napoli resta senza Dora, addio alla “custode” di vico del Fico al Purgatorio

È scomparsa a Napoli Dora, una storica residente di vico del Fico al Purgatorio. Di fatto, Dora era la custode della stradina.

La notizia della morte della donna si è diffusa rapidamente sui social media nelle scorse ore. Non un personaggio pubblico nel senso classico del termine, ma una rappresentante della città vera, non folkloristica.

Vico del Fico al Purgatorio a Napoli
Napoli resta senza Dora, addio alla custode di vico del Fico al Purgatorio (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Dora non era a capo di associazioni, non faceva politica né aveva incarichi ufficiali. Eppure era una presenza costante. Conosciuta e riconosciuta da tutti, il suo dono era aiutare, osservare, richiamare all’ordine, accogliere. L’abitante di vico del Fico al Purgatorio incarnava la tipica figura dei quartieri popolari partenopei. Figura che incarna la tipica donna napoletana dalla funzione sociale fondamentale.

Apprendo con tristezza che se n’è andata Dora, – si legge sui social in un post di Ferdinando Kaiser – e con lei un pezzo di quella Napoli verace che sapeva parlare senza bisogno di alzare la voce. Custode del vico, presenza schietta e luminosa, era una di quelle anime semplici che tenevano insieme la strada più di qualunque regola”.

Una memoria vivente di quei luoghi, un punto di riferimento

Dora era quindi una memoria vivente di quei luoghi, un vero e proprio punto di riferimento per tutti. La sua figura saltò anche alla ribalta delle cronache diversi anni fa, nel 2011.

In piena crisi economica, la donna aveva pensato di accudire quella che venne battezzata la gallina anticrisi per assicurarsi uova fresche ogni giorno. Ai media parve il recupero di un’antica tradizione che andava oltre il folklore.

Vico Fico al Purgatorio a Napoli
Una memoria vivente di quei luoghi, un punto di riferimento (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Nella storia della gallina anticrisi c’era tutto: ingegno popolare, adattamento, dignità. Del caso se ne occuparono il Corriere del Mezzogiorno e la Rai con La Vita in Diretta. Dora, intervistata, rappresentava una comunità fatta di presenza e di relazione. Emerse una cura spontanea degli spazi comuni contro lo svuotamento di identità e di abitanti.

La sua porta sempre aperta, – conclude il post Kaiser – le parole veraci, il sorriso che arrivava prima di lei erano gesti che raccontavano una città che ormai si vede sempre meno, ma che grazie a persone come lei abbiamo avuto la fortuna di conoscere. A chi resta, il compito di ricordarla non soltanto con mestizia ma anche con gratitudine. Perché Dora non è stata solo una cara persona, è stata un modo di essere Napoli. Buon viaggio, Dora. La tua voce e la tua presenza restano nel vico”.

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