Tecnologie strategiche per la progettazione, realizzazione e manutenzione delle opere pubbliche: il bando di gara della Regione Campania per acquistare licenze software per una piattaforma OpenBim è finito nel mirino dell’Antitrust.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, presieduta da Roberto Rustichelli, ha segnalato gravi criticità poiché la gara, così com’è scritta, rischierebbe di essere distorta e non concorrenziale. Insomma, una gara “chiusa”.

Prima di tutto è bene chiarire che per OpenBim si intende un approccio collaborativo universale per la progettazione, realizzazione e gestione basato su standard e flussi di lavoro aperti che garantiscono l’interoperabilità tra software diversi. L’Antitrust è chiamata ad intervenire quando un Ente, anche senza volerlo, costruisce un bando che potrebbe favorire un operatore specifico o violare i principi europei di concorrenza, neutralità tecnologica e parità di accesso.
Nel caso del bando campano, nel capitolato tecnico la Regione Campania chiede che il sistema utilizzi uno specifico software proprietario non disponibile in formati aperti e non liberamente interoperabile. Tradotto: solo chi già possiede o rivende quel software può partecipare realmente alla gara. Per l’Antitrust il vincolo tecnologico è ingiustificato e discriminatorio ed è esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe essere un bando OpenBim, che per definizione dovrebbe basarsi su standard aperti e interoperabili.
Ruoli, gerarchie e workflow coinciderebbero con quelli di un preciso produttore di software
Ulteriori barriere all’ingresso alla gara sarebbero le certificazioni che i partecipanti dovrebbero aver ottenuto da un Ente specifico piuttosto che certificazioni equivalenti rilasciate da organismi accreditati diversi. Anche in questo caso ci sarebbe una violazione del principio di equivalenza. Altro aspetto molto delicato riguarda la terminologia tecnica usata nella descrizione delle funzioni replica. Ruoli, gerarchie e workflow coinciderebbero con quelli di un preciso produttore di software.
Le ultime due criticità sono rappresentante dai lotti e dai criteri di aggiudicazione. Secondo l’Antitrust l’accorpamento del servizio in un unico lotto (piattaforma Bim cloud e software Bim desktop specialistici) escluderebbe operatori che lavorano solo su una delle due componenti. Il criterio di aggiudicazione poi sarebbe inadeguato e non valorizzerebbe a pieno la qualità.

L’Antitrust ha pubblicato una segnalazione ufficiale invitando la Regione ad intervenire entro trenta giorni. Palazzo Santa Lucia entro questo termine dovrebbe comunicare se intende modificare il bando o rimuovere le distorsioni concorrenziali.
La vicenda rischia di diventare politicamente e amministrativamente molto rilevante in quanto nella gara si intrecciano Pnrr, digitalizzazione della Pubblica amministrazione, neutralità tecnologica, concorrenza e accesso delle Pmi agli appalti pubblici.





