Rendering, documenti approvati, numeri, Comune e società. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul progetto del nuovo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli.
Prima di tutto, sembra ovvio ma è bene chiarirlo: non si tratta del progetto di uno stadio ex novo, bensì di una profonda riqualificazione strutturale dell’impianto ubicato nel quartiere Fuorigrotta del capoluogo partenopeo.

La proprietà dell’impianto, il soggetto promotore e attuatore, è in capo al Comune di Napoli. Non è quindi un’iniziativa del Napoli Calcio del presidente Aurelio De Laurentiis, che invece continua a spingere per un nuovo stadio privato. Sono diversi gli obiettivi di Palazzo San Giacomo: rendere lo stadio conforme ai requisiti Uefa, aumentarne la capienza, eliminare la pista di atletica, migliorare visibilità, sicurezza e comfort e candidare Napoli a ospitare Euro 2032 Italia-Turchia.
Il progetto è stato sviluppato dagli Uffici tecnici del Comune, ed è stato realizzato in Bim (Building information modeling). Ovvero uno standard avanzato utilizzato per le grandi opere internazionali. È anche per questo motivo che sono già disponibili ufficialmente le sezioni strutturali, i rendering e gli studi di visibilità conformi alla Uefa. Il nuovo Stadio Maradona avrà 4 piani complessivi e 3 anelli, con copertura estesa su tutte le sedute.
Il campo da gioco verrà ricentrato, oggi non è perfettamente simmetrico
Verrà rimossa la pista di atletica e le tribune arriveranno fino al bordo campo. Si avrà così un miglioramento netto della visibilità. Il campo da gioco verrà ricentrato, poiché oggi non è perfettamente simmetrico e tutti i posti a sedere rispetteranno i parametri Uefa su angoli visivi e distanza. La capienza passerà da 55mila a 70mila posti, un requisito chiave quest’ultimo per i grandi eventi Uefa.
Il costo complessivo dell’opera si aggira sui 200 milioni di euro che saranno coperti attraverso fondi comunali e regionali. La progettazione completa costerà circa 3 milioni di euro già appostati nel Bilancio di Palazzo San Giacomo.

I lavori partiranno a luglio di quest’anno per la prima fase che prevede interventi strutturali anche per ridurre le vibrazioni. La seconda fase vedrà gli interventi sul primo e sul secondo anello, l’eliminazione della pista di atletica.
Da specificare che i lavori saranno organizzati senza chiudere lo stadio alle partite del Napoli. L’obiettivo è di consegnare il nuovo Stadio Maradona alla città entro il 2031, ovvero in tempo utile per gli Europei del 2032. La città di Napoli ha già presentato alla Uefa il piano di fattibilità e le prime soluzioni progettuali. Il principale organismo del calcio europeo si esprimerà per un parere ad ottobre 2026.





