La giunta comunale di Napoli ha approvato nelle scorse ore il Grande progetto di riqualificazione del Centro direzionale.
L’esecutivo partenopeo, nel dettaglio, su proposta del sindaco Gaetano Manfredi e della vicesindaca Laura Lieto, ha dato il via libera in linea tecnica al Documento di indirizzo alla progettazione (Dip).

Il primo intervento operativo approvato riguarda la riqualificazione dei sistemi di risalita, con un quadro economico di 1 milione e 310 mila euro interamente finanziato tramite mutui della Banca europea per gli investimenti (Bei). Il Dip ha delineato una strategia complessiva di interventi per un valore stimato di 80 milioni di euro.
Tra i punti principali del piano figurano: il restyling dei blocchi di risalita e pensiline (6,5 milioni di euro); la riqualificazione di strade e parcheggi (33 milioni di euro); il potenziamento delle aree verdi e sistemi di raccolta acque (30 milioni di euro); la manutenzione delle pavimentazioni e dell’arredo urbano (5 milioni di euro); nuovi accessi pedonali e sistemi di sicurezza (4 milioni di euro per restyling marciapiedi e varchi controllati con telecamere).
“Gli interventi si focalizzeranno sulla riduzione dei consumi”
“La riqualificazione punta a trasformare il Centro Direzionale in una nuova polarità urbana attrattiva e sostenibile. – hanno fatto sapere da Palazzo San Giacomo – Gli interventi si focalizzeranno sulla riduzione dei consumi, l’incremento del verde pubblico di prossimità e il miglioramento della mobilità pedonale e ciclabile, integrando pienamente l’area con la nuova stazione della Linea 1 della metropolitana”.
Il Centro direzionale di Napoli fu progettato negli anni ‘60 per essere il primo cluster di torri in Italia e nel sud Europa con funzioni soprattutto uffici e servizi.

L’idea era quella di decongestionare il centro storico e destinarvi attività amministrative e direzionali. Nel 1982 il progetto fu affidato al giapponese Kenzō Tange. Il complesso fu realizzato tra gli anni ’80 e il 1995. Ma l’iniziativa è rimasta sempre incompleta.
Scollegato dal resto della città, con scarsa attenzione alla vivibilità e al tessuto urbano, molte parti rimasero parzialmente incomplete o poco funzionali. Attualmente, nonostante sia sede di uffici pubblici e aziende, il Centro direzionale è spesso criticato per le condizioni di degrado. Gli spazi vuoti, la manutenzione insufficiente, il vandalismo e la sicurezza percepita come bassa, soprattutto nelle ore serali, parlano tutt’altro che di una moderna “city”.





