Ora la Coppa Italia non può essere snobbata: ci sono elementi per pensare di poterla vincere, e sarebbe il secondo trofeo della stagione.
Napoli-Como è il viatico per il big match contro l’Inter. In Coppa Italia il percorso è quasi del tutto stabilito, con i nerazzurri che aspettano la vincente della sfida del Maradona che si gioca questa sera alle ore 21:00. Tra partenopei e lariani sarà una bella partita, nonostante soprattutto i padroni di casa saranno portati a fare dei cambi rispetto alle ultime uscite. Si prevede l’impiego di almeno quattro elementi diversi rispetto alla vittoriosa trasferta di campionato in casa del Genoa.
Meret, dopo tre partite consecutive, dovrebbe cedere il posto al rientrante Milinkovic-Savic. Ma resta da vedere se poi ci sarà un possibile ballottaggio domenica prossima, quando a Napoli arriverà la Roma quarta in classifica e che punta ad agganciare e superare i campioni d’Italia. Una cosa alla volta però: da questo doppio impegno casalingo ravvicinato gli uomini di Conte non intendono cedere il passo a nessuno. Ed anche la Coppa Italia diventa importante, anche perché in semifinale ci sarà l’Inter.
Inter che, negli ultimi due anni in particolare, contro i partenopei ha sempre sofferto. In caso di finale poi, il Napoli troverebbe una tra Atalanta, Bologna e Lazio. Niente di così eccezionale, con tutto il rispetto parlando. C’è la consapevolezza che sollevare la Coppa Italia al cielo a sei anni di distanza dall’ultima volta, quando c’era Gennaro Gattuso in panchina, sia un traguardo decisamente fattibile.
Le semifinali si giocheranno tra il 2 e l’8 marzo prossimi, con l’Inter che avrà subito dopo il derby di Milano in campionato. Ma come detto, prima c’è il Como da superare. L’arrembante Como di Cesc Fabregas, che rispecchia in tutto e per tutto la mentalità del suo giovane allenatore sia come lo spagnolo era in campo ai tempi di Arsenal, Barcellona e Chelsea, sia per come lui ora concepisce il calcio nelle vesti di mister.
Ovvero con palleggio di qualità, pressing e gioco offensivo. E con tutta la squadra al completo meno Diao ed il terzo portiere Cavlina. Il Como non gioca mai per non prenderle, ma per darne. Ci sono due partite esemplificative in tal senso: le due sfide di campionato contro il Torino. Nel giro di due mesi, i lombardi hanno segnato 11 gol (5-1 in Piemonte e 6-0 in casa) contro i malcapitati granata.
Insomma, il Como è veramente forte, pur avendo comunque toppato negli scontri al vertice con le big. Ha infatti rimediato tre sconfitte consecutive contro Inter, Roma e Milan, oltre che contro il Bologna ad inizio campionato.
Ma i ko per il Como finiscono qui. Poi sono arrivati una vittoria a domicilio contro la Juventus ed anche il pareggio a Napoli di inizio novembre scorso, dove Milinkovic-Savic (che tornerà tra i pali) salvò gli azzurri parando un rigore.
Vincere stasera, contro i lombardi che non hanno giocato in campionato col Milan nell’ultimo turno a causa dell’indisponibilità del Meazza per via delle Olimpiadi invernali, sarebbe un risultato di grande valore per il Napoli. Ed un passo ulteriore verso il quarto trofeo in tre anni.
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