Napoli scende in piazza contro la riforma dello stupro. Appuntamento il 15 febbraio in piazza del Plebiscito per dire no alla proposta della senatrice Giulia Bongiorno della Lega.
“Non accettiamo passi indietro dopo 30 anni di conquiste”. I centri antiviolenza e le realtà femminili della città di Napoli si mobilitano contro l’emendamento Bongiorno all’articolo 609 bis del codice penale.

Secondo i manifestanti, questa riforma cancella la centralità del consenso, un principio che la Camera aveva votato all’unanimità in precedenza. Il nuovo testo invece, introduce il concetto di dissenso, spostando nuovamente l’attenzione del processo sulla vittima e non più sul carnefice.
Il comitato Senza Consenso è Stupro Napoli e Campania raccoglie una fitta rete di organizzazioni radicate in Campania. E alla mobilitazione parteciperanno i principali centri antiviolenza di Napoli che quotidianamente operano nei quartieri.
Una data simbolo: 30 anni dalla Legge 66
Tra questi, Centrale-Arcidonna D.i.Re, Materdei-Dedalus, Vomero-Salute Donna, Fuorigrotta-Maddalena, Ponticelli-Le Kassandre, Scampia-Dream Team Donne in Rete.
A loro si uniranno le cooperative sociali Eva e Dedalus, le organizzazioni Insieme di Arzano, la Fondazione Una Nessuna Centomila, i sindacati Cgil e Uil di Napoli e Campania. La lista delle adesioni comprende anche le Democratiche della Campania, la Consulta regionale per la condizione della donna, l’usi Napoli, la Cooperativa Le Lazzarelle e altre associazioni come Sguardo Femminista e l’Anpi Collinare Aedo Violante.

La scelta del 15 febbraio non è casuale. Proprio in questo giorno infatti, ricorre il trentesimo anniversario della legge 66 del 15 febbraio 1996. Stiamo parlando della norma storica che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la morale a delitto contro la persona.
Piazza Plebiscito diventerà perciò simbolo della resistenza contro quello che le organizzatrici definiscono “privilegio patriarcale”. La piazza di Napoli si muoverà in contemporanea con altre italiane, in vista della grande manifestazione nazionale a Roma del 28 febbraio.
Valente (Pd): “Un grave e pericoloso arretramento”
“La proposta del governo sul reato di violenza sessuale – ha commentato la deputata del Partito democratico Valeria Valente – rappresenta un grave e pericoloso arretramento. Rimette in discussione il principio del consenso, aggrava il peso del processo sulle donne e indebolisce posizioni e avanzamenti conquistati nel tempo.
Si tratta di conquiste fondamentali, costruite anche grazie alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza italiana, che non possono essere rimesse in discussione. Per questo è meglio nessuna legge che una pessima legge. Difendere il consenso significa difendere la libertà e l’autodeterminazione delle donne sul proprio corpo, senza ambiguità e senza scorciatoie. Su questo non si può arretrare“.





