Una lunga giornata in piazza per manifestare contro la decisione della direzione del Parco di eliminare le postazioni interne delle guide turistiche.
Da un lato c’è il Parco Archeologico di Pompei, dall’altro le guide turistiche. Quella di venerdì 13 febbraio è stata una giornata complicata nella città mariana, dove gli operatori sono scesi in piazza per protestare contro la decisione della direzione degli scavi di abolire, dopo 15 anni, la postazione interna a loro riservata agli ingressi al sito.

Tra manifesti funebri riportanti scritte ironiche e striscioni con le scritte “Giù le mani dalle guide”, la tensione è salita anche perché il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel avrebbe ricevuto una lettera di minacce indirizzata a lui e alla sua famiglia.
A riportare la notizia, il quotidiano Il Mattino, che cita anche alcune parti: “La storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno”, si leggerebbe. Mentre fuori dagli Scavi di Pompei si teneva la protesta delle guide, Zuchtriegel non era in ufficio, ma al suo ritorno avrebbe deciso di denunciare al più presto la vicenda alle autorità.
Lettera di minacce al direttore Zuchtriegel, l’associazione delle guide: “Prendiamo le distanze”
Dalla lettera minatoria hanno preso le distanze i manifestanti, per voce della presidente dell’associazione delle guide turistiche Susy Martire: “Confermiamo in toto le ragioni alla base del presidio, ma allo stesso tempo prendiamo le distanze da chi usa termini e modi che non ci rappresentano”, ha detto. “Siamo convinti di essere dalla parte della ragione, ma condanniamo chi usa atteggiamenti fuori luogo”.
Come detto, la protesta è nata dopo la decisione della direzione del Parco Archeologico di Pompei di eliminare le postazioni interne riservate alle guide.

Una decisione che a detta di Giovanni Tramparulo, sindacalista Confsal, sarebbe stata presa “in modo inaspettato e sicuramente non piacevole, visto che soli due giorni prima del Santo Natale la notizia è trapelata in modo ufficioso e senza neanche aver avuto la decenza di convocare i responsabili di categoria”.
Le guide ritengono di essere stati informati in via ufficiale dai media e contestano ritengono che dietro la decisione del Parco ci sia un motivo prettamente economico: internalizzare i servizi di guida “solo per fare cassa”.
Ma perché il Parco ha preso questa decisione: la nota ufficiale del direttore Zuchtriegel
Nel corso della lunga giornata, che non ha comunque impedito ai turisti di visitare gli scavi, è arrivata la risposta ufficiale del Parco. “Il presidio all’interno del sito nasceva nel 2010 in una situazione emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide private, che agiscono in proprio e sono in possesso dell’abilitazione. Da allora, la situazione è profondamente cambiata: l’emergenza è stata superata”.
Ma a rendere necessaria la decisione, anche una contestazione dell’Antitrust risalente al 2018 e banalmente, la legge. “I musei e i Parchi archeologici svolgono per legge anche servizi culturali e di didattica, sia tramite figure professionali ministeriali, come gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza, sia tramite partnership e contratti di concessioni, che seguono sempre rigide procedute di selezione ed evidenza pubblica”.

E ci sono anche motivi pratici: a detta del Parco Archeologico la richiesta delle guide private sarebbe calata nel corso degli anni a partire dalla pandemia Covid-19, “in quanto molti visitatori arrivano già con la guida prenotata online o tramite agenzia”.
Il Parco infine, fa riferimento anche a “un moltiplicarsi di lamentele legate al presidio delle guide private all’interno del sito”. Tra questi, la “mancanza di trasparenza, scarsa qualità della visita e delle conoscenze linguistiche dichiarate, mancanza di fatturazione fiscale”.
“Tante lamentele da parte dei turisti, tra cui la scarsa qualità del servizio delle guide”
Su queste cose, “il Parco, nonostante varie interlocuzioni con le persone interessate, non è potuto intervenire in maniera risolutiva, essendo le guide libere professioniste a tutti gli effetti, di cui solo una parte afferisce a varie associazioni di categoria che possono fungere da interlocutori”.
“Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide”, ha dichiarato il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel. “Quando ho iniziato a Paestum mi veniva rinfacciato di aver lavorato come guida in precedenza, come se questo fosse squalificante. Invece è un lavoro difficile, bellissimo e importante e il Parco si impegnerà in futuro affinché le guide che lavorano con grande professionalità trovino le migliori condizioni possibili”.
La protesta di venerdì era stata annunciata giorni prima con una lettera inviata al direttore Gabriel Zuchtriegel da Filcams Cgil Napoli. A manifestare, gli iscritti alle principali sigle della categoria, Cgil, Agtc, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, Agta, Confguide Campania, Confsal, Angt.
“Chiediamo di aprire il dialogo”, ha affermato invece Luana Di Tuoro, segretaria generale Filcams Cgil Napoli e Campania, “su una decisione che ha eliminato una regolamentazione voluta oltre 15 anni fa, proprio per ottimizzare il servizio delle guide autorizzate. Nei prossimi giorni, se persisterà la mancanza di risposte ufficiali da parte del Parco, chiederemo l’intervento del prefetto di Napoli”.





