Quanto accaduto in Inter-Juve sembra alquanto emblematico del livello raggiunto dal calcio italiano. E l’allenatore del Napoli ha dimostrato di avere la vista lunga su Marotta.
Inutile stare a perderci tempo su, inutile quasi anche scriverne: quello che si è visto in Inter-Juventus di sabato scorso è stato uno spot negativo per il calcio italiano. Quello che Alessandro Bastoni ha fatto – causare l’espulsione dello juventino Kalulu aggiungendo anche tanto di esultanza davvero di cattivo gusto – rappresenta un episodio che la dice lunga su ciò che l’Inter sente di poter fare. Si, la sensazione è quella. Ad ogni campionato a questa squadra succede qualcosa di paradossale in favore.

Anche l’anno scorso proprio Bastoni fu al centro di un episodio davvero fuori dal mondo. In Inter-Fiorentina crossò dal fondo con il pallone abbondantemente uscito fuori dal campo e piazzare un assist vincente. Eppure nessuno se ne accorse: arbitro, guardalinee, addetti in sala VAR. Con dozzine e dozzine di telecamere, quel gol da annullare fu concesso. Per fortuna non gravò sull’obiettivo sportivo del Napoli, ma pensate che rabbia se gli azzurri avessero perso lo scudetto per quell’episodio.
Quando Marotta parla…
Beppe Marotta è uno che sa come sviare l’attenzione: presto, di quel che ha fatto Bastoni, non ne sentiremo parlare più. Così come non si è detta una parola neppure su Barella, che pure si è tuffato alla grande simulando un fallaccio subito quando non era neppure stato toccato. Ad ogni modo, oggi proprio Bastoni si presenterà in conferenza stampa al cospetto dei giornalisti prima di Bodo Glimt-Inter di Champions League.

Un modo come un altro, da parte nerazzurra, per non mostrare timori e per apparire più normali possibili. Sarebbe bello sentire dal giocatore un “Chiedo scusa a tutti, ho sbagliato”, per metterci una pezza anche sull’occasione clamorosamente mancata dallo stesso Marotta. Il presidente dell’Inter infatti avrebbe dovuto esclamare queste poche, semplici parole per rimediare al torto che ha favorito il suo club. Non lo ha fatto, così come non lo ha fatto neppure Cristian Chivu, che ha tradito la propria maschera da pompiere bonaccione che non vuole innescare polemiche.
E Marotta semmai ha tirato in ballo l’episodio della simulazione di Cuadrado in un Juventus-Inter del 2021, “scorrettezza che portò i bianconeri in Champions League dando loro 70 milioni di euro”. Altra caduta in fallo e di stile di Beppe: nel lungo periodo in cui è stato un dirigente di punta dei bianconeri non ha memoria della sterminata sfilza di episodi che favorirono lui e la Juventus? Evidentemente no.
Conte diceva il giusto sull’Inter
Ed anche sul calcio di rigore dato al Napoli nel match contro l’Inter di ottobre scorso, Marotta ha la memoria corta. L’ad e presidente interista non rammenta infatti che la dinamica del fallo commesso da Mkhitaryan su Di Lorenzo era la stessa dell’intervento sanzionato in area partenopea in Inter-Napoli di ottobre 2024 ad Anguissa su Dumfries. In quel caso silenzio totale ci fu da Marotta, che invece al Maradona un anno dopo si è preso la briga di lamentarsi davanti alle telecamere.

Allora ben fece Antonio Conte ad insinuare il sospetto che vedere un presidente che parla così davanti alle telecamere in diretta porta a pensare male: “L’Inter appena può manda Marotta, speriamo che a noi non la facciano pagare”. Detto fatto: dopo quelle parole del mister azzurro, il Napoli nelle successive due gare contro Lecce e Como ebbe due calci di rigore fischiati contro, entrambi non netti, per così dire. Come diversi altri che pure sono stati comminati a sfavore dei partenopei.
Soprattutto da gennaio 2026 siamo quasi ad una media di un rigore contro il Napoli ogni due partite, e decisamente su almeno la metà viene da avere dei grossi dubbi. Roba inconcepibile, che se fosse capitata all’Inter avrebbe portato alle interrogazioni parlamentari. Così come dubbi ce ne sono stati su quanto avvenuto ad Antonio Vergara, ingiustamente esposto ad una gogna mediatica dopo il rigore – con contatto effettivamente subito – che il centrocampista aveva conquistato contro il Genoa. A ben osservare questo episodio e quello innescato da Bastoni, le conclusioni sono facili da trarre. È tutta questione di onestà intellettuale. Che però a certa stampa ogni volta manca sistematicamente.





