Le reazioni del mondo politico, da cui è arrivata anche la conferma: “Il teatro è stato completamente distrutto”. E poi la paura, i feriti, le indagini già in corso.
È una giornata drammatica per la città di Napoli, colpita al cuore dall’incendio del Teatro Sannazaro. In poche ore le fiamme, divampate all’alba, hanno divorato il simbolo del “salotto buono” partenopeo, nel quartiere di Chiaia.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha detto che: “La parte interna è completamente bruciata ed è rimasta al momento, ci dicono, solamente la struttura esterna”. Due vigili del fuoco sono rimasti leggermente feriti nel corso delle operazioni di spegnimento. Il ferimento è stato causato dal crollo del solaio di un’abitazione adiacente al teatro. Ci sono anche diverse persone evacuate, ma al momento non c’è una stima precisa.
La Procura della Repubblica Napoli ha aperto un fascicolo per incendio colposo a carico di ignoti in relazione al rogo. Le operazioni di smassamento e messa in sicurezza del teatro, degli esercizi commerciali e degli appartamenti connessi allo stabile del teatro non consentono ancora le ispezioni e i rilievi necessari per comprendere l’origine e il punto di innesco delle fiamme.
L’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpac) è intervenuta per i possibili effetti
L’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpac) è intervenuta, su richiesta della Prefettura, per valutare i possibili effetti dell’incendio. Un campionatore per il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili dispersi in atmosfera è attivo nella zona dove si è verificato l’evento. Al momento le operazioni di spegnimento a cura dei vigili del fuoco risultano quasi ultimate, con attività di verifica della presenza di ulteriori focolai.
Il Sannazaro è uno dei teatri napoletani più amati dagli appassionati e dagli addetti ai lavori. Voluto dal duca di Marigliano don Giulio Mastrilli, inaugurato nel 1847, è stato realizzato su progetto di Fausto Nicolini, caratterizzato da decorazioni in bianco e oro, con affreschi del Palliotti sul soffitto e altre decorazioni che gli sono valse la definizione di jolie bouquet dai critici dell’epoca.

Dopo un periodo di crisi nel dopoguerra il Teatro Sannazaro, ridotto a cinema degradato, è stato rilevato nel 1960 da Nino Veglia e Luisa Conte, coppia del teatro napoletano e nonni dell’attuale direttrice artistica e capocomica Lara Sansone. Riaperto nel 1971, la sua attività è rimasta ininterrotta fino alla gestione di Sansone che ne ha fatto un riferimento per la scena teatrale napoletana. Il Sannazaro è riconosciuto Centro di produzione teatrale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nel corso degli anni, i roghi hanno messo in ginocchio altri presidi di cultura e il caso più eclatante riguarda proprio il San Carlo, il teatro d’opera più antico in Europa risalente al 1737. L’incendio al San Carlo risale alla notte tra il 12 e il 13 febbraio del 1816. In quell’occasione fu il fuoco di una lanterna lasciata accesa durante le prove di uno spettacolo a generare il rogo. Le fiamme distrussero le stanze interne e risparmiarono solo le mura perimetrali.
Nel corso degli anni i roghi hanno messo in ginocchio altri presidi di cultura
Il San Carlo rinacque presto dalle ceneri grazie al lavoro dell’architetto Antonio Niccolini che in nove mesi riuscì a farlo rinascere conservandone la maestosità. Il tecnico ne preservò anche la classica forma a ferro di cavallo. Il San Carlo fu riaperto il 12 gennaio del 1817. Proprio alcuni giorni fa il Lirico sui social ha ricordato questo incendio, postando un dipinto di Anton Smink Pitloo, che ritrae le fiamme e la nuvola di fumo che avvolgevano la struttura.
Sempre in ordine di tempo, il secondo teatro napoletano colpito da un incendio è stato il Politeama nel 1957. Subito dopo la fine della prima di uno spettacolo con Wanda Osiris, un rogo distrusse palcoscenico, camerini e scenografie. Il Politeama risale al 1874 ed è situato alle spalle di Piazza del Plebiscito. In questo caso bisognò attendere quattro anni per vederlo riemergere dalle ceneri. Il teatro infatti, fu restituito al pubblico due giorni prima di Natale nel 1961. A rendere possibile la sua ristrutturazione fu un contributo economico di Nino Tatanto.

Il palcoscenico venne ampliato per poter ospitare un maggior numero di spettatori e anche per poter mandare in scena spettacoli più importanti. Anche la pianta della sala come la vediamo oggi non è la stessa del 1874. Venne infatti concepita a gradini per migliorare la visibilità. Il primo spettacolo che il Politeama ospitò dopo l’incendio fu Rinaldo in Campo di Garinei&Giovanni, con Domenico Modugno, Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, Delia Scala e Paolo Panelli.
Il terzo incendio risale ai giorni nostri, gli anni Duemila. In questo caso il sospetto è che le fiamme siano state dolose e devastarono Villa Ebe, la storica residenza dell’architetto Lamont Young, situata sulla collina di Pizzofalcone. Non un teatro, ma un luogo di cultura. A salvarsi dalle fiamme fu invece il Mercandante, oggi sede del Teatro Stabile nato a marzo del 2017. La sede che lo ospita però, fu costruita nel 1777. La polizia dichiarò inagibile l’edificio perché ritenne inadeguato il sistema antincendio. Il teatro riaprì pochi mesi dopo, quando i lavori terminarono.
Il Ministro Giuli: “La piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima”
Martedì 17 febbraio, a distanza di ventisei anni dalla vicenda di Ville Ebe, i napoletani si sono nuovamente svegliati con un colpo inferto alla loro cultura. Il Teatro Sannazaro è situato nel quartiere di Chiaia ed è costruito sui resti di un convento del Cinquecento. Fu progettato da Fausto Niccolini, figlio di Antonio che come abbiamo visto si occupò della ristrutturazione del San Carlo.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha promesso che “la piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima. Ve lo prometto”. La stessa promessa è arrivata dal governatore campano Roberto Fico: “Insieme al Comune di Napoli faremo di tutto per restituire il Sannazaro alla città. La cultura è un patrimonio da difendere e far rinascere, sempre”.





