Al piccolo Domenico solo terapie strettamente salvavita: “Condizioni in rapido peggioramento”. Fiaccolata a Taurano

Sarebbero in rapido peggioramento le condizioni del bimbo di Napoli a cui è stato trapiantato un cuore risultato danneggiato il 23 dicembre scorso all’ospedale Monaldi.

Il piccolo, come annunciato nelle scorse ore, non è in condizioni di essere sottoposto ad un nuovo trapianto. Per questo motivo è stato avviato un percorso di Pianificazione condivisa delle cure (Pcc).

Fiaccolata per il piccolo Domenico
Al piccolo Domenico solo terapie strettamente salvavita: “Condizioni in rapido peggioramento”. Fiaccolata a Taurano (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

In pratica, allo scopo di scongiurare il rischio di accanimento terapeutico, al piccolo Domenico di due anni saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita. La Pcc è già stata accettata dalla famiglia del bambino. Sul fronte delle indagini per accertare le responsabilità di quanto accaduto, a stretto giro la Procura della Repubblica partenopea potrebbe iscrivere nel registro degli indagati nuovi nomi dopo quelli dei sei sanitari già accusati di lesioni colpose gravissime.

Andiamo con ordine. Il cuore che inizialmente era stato destinato per un secondo trapianto a Domenico è stato destinato con successo ad un bambino all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. Tra i membri del team di esperti che ha esaminato la situazione del bimbo ricoverato al Monaldi, anche il cardiochirurgo Amedeo Terzi, proprio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

“Evitare la somministrazione di terapie non più utili”

Al Monaldi nel frattempo si è tenuta una prima riunione dell’équipe dell’Azienda ospedaliera dei Colli, che si è interfacciata con Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e con Patrizia, la madre del piccolo paziente. L’Azienda ha proposto una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del bimbo. Quest’ultimo, infatti, è attaccato ad un macchinario salvavita con le funzioni del cuore.

Nelle ultime dodici ore, le condizioni cliniche del bimbo hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento. “Ringrazio tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto e vicinanza, – ha detto Patrizia – ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno offerto aiuti ma vorrei dire che non accetto soldi. Vorrei invece che fossero donati all’associazione per i trapianti Aido”.

 

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Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli ha dichiarato che “in questa fase in cui la conclusione non è purtroppo quella che speravamo, forse è meglio far scendere un pò di silenzio mediatico sulla vicenda, rispettando il dolore e l’intimità della famiglia del bambino alla quale esprimiamo il massimo della vicinanza“.

Domani, sabato 21 febbraio alle ore 18 a Taurano, in provincia di Avellino, si terrà una fiaccolata di preghiera. Taurano, infatti, è il piccolo centro del Vallo di Lauro di cui sono originari i genitori di Domenico, Antonio e Patrizia, poi trasferitisi a Nola. La manifestazione è stata promossa dal sindaco Michele Buonfiglio. È stata annunciata la partecipazione anche del presidente della Regione Campania Roberto Fico.

Non convergono le testimonianze rese dai medici in sala operatoria

Sul fronte delle indagini, intanto, il numero degli indagati sembra destinato a crescere con il coinvolgimento anche di alcuni professionisti di Bolzano dove gli operatori del Monaldi si recarono lo scorso 23 dicembre per prelevare il cuore da trapiantare al piccolo di due anni. L’attenzione si sta concentrando sulla fornitura di ghiaccio.

A Bolzano il contenitore destinato al trasporto del cuore espiantato sarebbe stato riempito con del ghiaccio secco invece che con quello tradizionale che si utilizza in queste circostanze, causando il congelamento e il danneggiamento dell’organo. Dai verbali dell’indagine interna compiuta si è evinto che “nonostante il forte sospetto di un grave danno da congelamento dell’organo, in assenza di alternative, visto che il cuore malato del piccolo era stato già espiantato, si decideva di procedere ugualmente e con la massima rapidità all’impianto”.

Tra i nodi da sciogliere anche le ragioni per cui il cuore del piccolo è stato espiantato prima di controllare le condizioni del nuovo organo arrivato da Bolzano. Su questo punto non convergono le testimonianze rese dai medici in sala operatoria nell’audit del Monaldi.

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