Una roba così non era mai capitata: anche in Atalanta-Napoli arrivano degli errori clamorosi che hanno penalizzato gli azzurri, ed ora la cosa non può e non deve passare sottovoce.
Atalanta-Napoli, cosa c’è da dire? Cosa si può aggiungere a quanto visto nella partita di ieri? Chi non tifa per gli azzurri e magari si trova qui solo per sbeffeggiare e per farsi quattro risate non prenderà certamente in considerazione alcuni fattori. E cioè che non sono stati solo gli infortuni ma anche gli obbrobri arbitrali a sfavore – decisamente tanti, troppi – ad avere scavato un solco di 14 punti con l’Inter capolista. In Atalanta-Napoli ce ne sono stati altri, gli ennesimi di questa stagione sciagurata.

Sciagurata ma che almeno ha visto il Napoli conquistare un trofeo pure nell’annata 2025/2026 (la Supercoppa Italiana, n.d.r.) e che pure vede gli azzurri al terzo posto lottare ogni volta con le unghie e con i denti, nonostante le difficoltà. Ma se un arbitro non giudica un contratto concreto calcio di rigore, tornando sui suoi passi dopo avere visto il VAR, e non convalida la rete del 2-0 assolutamente regolare – in questo caso senza addirittura servirsi di VAR, da non credere – allora torniamo sull’interrogativo di inizio editoriale: cosa c’è da dire?
Arbitri del tutto inadeguati, Manna ci mette la faccia
Ma chi doveva parlare finalmente lo ha fatto. Il direttore sportivo Giovanni Manna si è mostrato arrabbiatissimo davanti alle telecamere, ed a giusta ragione. Anzi, avrebbe dovuto farlo anche prima, contro la Juventus quasi un mese fa, o contro il Verona o il Parma a metà gennaio. Perché tra gol buoni annullati, calci di rigore a favore clamorosamente non concessi ed anche altri assurdi invece dati, persino col VAR in certi casi, di torti arbitrali estremamente penalizzanti il Napoli ne ha subiti tanti.

E l’invito è quello di andare a fare delle ricerche per avere una conferma di come tutto ciò non sia vittimismo ma la triste, dura realtà. Che testimonia come la attuale classe arbitrale sia scarsa, scarsissima, condizionata da paura di sbagliare, anzitutto. Dal timore di non volere essere succubi del VAR – cosa che finisce inevitabilmente con il generare situazioni polemiche ed impreparazione nel suo utilizzo – e da una mancanza di coraggio e di presa di responsabilità importanti.
Ma gli sbagli sono anche di chi la classe arbitrale la guida. Ormai questa stagione è andata, il Napoli ha fatto ed ancora continua a fare il massimo ed ogni volta esce dal campo con dignità e con la maglia sudata. E dopo questa nuova partita condizionata da errori pesantissimi a sfavore – e che non sono frutto della malafede, a differenza di quanto molti tifosi azzurri hanno anche legittimamente pensato nel 2018, bensì di inadeguatezza professionale – anche Aurelio De Laurentiis è dovuto intervenire per tutelare il suo club.
La mossa di De Laurentiis
Il presidente azzurro pare abbia contattato telefonicamente il numero uno della FIGC, Gabriele Gavrina, per chiedere spiegazioni su cosa sta capitando al Napoli quest’anno in Serie A. Perché passi pagare le conseguenze del giocare male, come avvenuto in Champions League. Ma vedere centinaia di milioni di euro andare in fumo per la scarsezza di certe figure che hanno peso decisionale notevole non va bene.

Lo fa sapere Mediaset, con De Laurentiis che non vuole usare canali pubblici, per una questione di etica e di morale. E fa bene; così come hanno fatto bene dopo ieri invece ad esporsi pubblicamente Manna e, via social, anche Edoardo De Laurentiis ed il terzo portiere Nikita Contini, e fece bene anche Antonio Conte dopo il rigore concesso in Inter-Napoli nella scorsa stagione.
Se è vero che l’arbitro è l’alibi di chi perde, è vero anche che molte volte chi dice questo non è abituato a doversi arrabbiare ad ogni giornata di campionato così come sta capitando al Napoli. Che, lo ripetiamo, sta giocando anche bene, con grande organizzazione, determinazione e dignità, nonostante tutto.




