Monaldi, sono sette gli indagati per la morte di Domenico: chiesto l’incidente probatorio. Settimana cruciale per l’inchiesta

Passano da sei a sette gli indagati da parte della Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso costato la vita al piccolo Domenico, deceduto sabato scorso.

Si è aggiunta alla prima tranche un dirigente medico dell’ospedale Monaldi. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti è omicidio colposo. I pm hanno poi inoltrato una richiesta di incidente probatorio all’autorità giudiziaria.

Cartello per il piccolo Domenico
Monaldi, sono sette gli indagati per la morte di Domenico: chiesto l’incidente probatorio. Settimana cruciale per l’inchiesta (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

La decisione del giudice per le indagini preliminari di Napoli è attesa nei prossimi giorni. L’avvocato della famiglia del piccolo di due anni, Francesco Petruzzi, ha chiesto l’aggravamento dell’ipotesi di accusa da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale. L’inchiesta per fare luce su quanto accaduto il 23 dicembre scorso, giorno del trapianto con un cuore danneggiato, accelera.

I carabinieri del Nas sono tornati al Monaldi per l’acquisizione di atti. Petruzzi ha intanto mosso nuove accuse all’ospedale. Nella cartella clinica ricevuta “manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato“. Omissione che Petruzzi ha già segnalato in Procura.

Nelle prossime ore verrà fissata l’autopsia

Questa è una settimana cruciale per l’inchiesta. Dovrà essere fissata l’autopsia, importante soprattutto per il sequestro e le successive analisi sul cuore compromesso che fu impiantato il 23 dicembre scorso al bimbo di due anni dopo il prelievo a Bolzano. I controlli sull’organo aiuteranno a capire se ci siano stati errori già in fase di espianto e quale impatto abbia avuto l’uso del ghiaccio secco durante il trasporto.

I documenti e le testimonianze invece saranno determinanti per accertare come mai l’équipe del Monaldi fosse partita con un contenitore di plastica per il cuore, invece dei box tecnologici con il controllo della temperatura. E soprattutto chi, a Bolzano, abbia fornito il ghiaccio artificiale. Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, ieri per la prima volta da due mesi non è uscita dalla sua abitazione di Nola.

 

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È rimasta a condividere in silenzio il dolore con il marito Antonio e i due figli più grandi. A congiunti e amici che sono andati a trovarla ha ribadito la richiesta di “verità e giustizia” per la morte di Domenico, ma soprattutto il desiderio che il bimbo “non sia dimenticato” anche quando si spegnerà il clamore mediatico sulla vicenda.

L’ultimo addio al “piccolo guerriero”, il soprannome che la mamma gli ha dato e che si è fatta anche tatuare su un polso, si svolgerà nella cattedrale nolana, forse giovedì o venerdì.

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