“In questo momento Domenico ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a lui, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore”.
Sono le parole di Patrizia, la mamma del piccolo di due anni e quattro mesi morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto con un cuore risultato congelato a causa di un errore in fase di conservazione e trasporto.

Patrizia ha parlato nel corso dei funerali di Domenico Caliendo che si sono tenuti oggi nel Duomo di Nola. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, la premier Giorgia Meloni, il governatore della Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, i sindaci di Nola e di Napoli, Andrea Ruggiero e Gaetano Manfredi.
Bisogna ricordare che il piccolo Domenico è deceduto lo scorso 21 febbraio mentre il trapianto fallito è stato effettuato il 23 dicembre al Monaldi. Sulla vicenda è in corso un’indagine da parte dei pm della Procura della Repubblica di Napoli. Al momento sette persone sono indagate per omicidio colposo.
Mamma Patrizia: “Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico”
“Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico. – ha continuato mamma Patrizia – Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. Ti amo amore di mamma“. Accanto alla donna, durante la messa, c’era la presidente Giorgia Meloni. L’omelia è stata pronunciata dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha lanciato un monito sulla vicenda.
“Se tutti possiamo sbagliare, – ha detto Marino – questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti. I miracoli li fa solo il Signore, noi siamo fragili e quando ci sentiamo troppo sicuri di noi stessi diventiamo fallaci. Domenico ci ha ricordato la fragilità del cuore umano. Bisogna aver cura di ogni cuore, accostare la vita degli altri con delicatezza e sensibilità”.

Il riferimento è ovviamente all’organo giunto da Bolzano e destinato a Domenico. Quel cuore, all’apertura del box, è risultato “bruciato”, completamente congelato poiché conservato nel ghiaccio secco. Sulle responsabilità è in corso un’inchiesta dalla quale stanno emergendo una moltitudine di errori e mancanze, tra cui la carenza di formazione sui contenitori di ultima generazione in uso al Monaldi.
“Dobbiamo riscoprire la responsabilità – ha detto il vescovo – di farci carico del cuore degli altri e dobbiamo sapere che quando si mette mano ai sentimenti altrui, si sta toccando un ‘organo’ delicatissimo per il quale ci vuole competenza, prudenza e amore. In queste lunghe e atroci settimane, Domenico è diventato un po’ figlio di tutti noi. E se è vero che i figli sono ‘pezzi di cuore’, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e di papà, si è spezzato nel dolore di questa assurda tragedia“.





