Femminicidio di Ornella Pinto, rigettato il ricorso della difesa: ergastolo confermato per Pinotto Iacomino. “Un’amara consolazione”

Femminicidio di Ornella Pinto: la Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Pinotto Iacomino, 47 anni, reo confesso del delitto della ex compagna.

La 40enne fu uccisa il 13 marzo 2021 nella sua abitazione a Napoli in via Cavolino, nel quartiere San Carlo all’Arena a Napoli. L’assassinio avvenne di notte con quindici coltellate, mentre a letto nella stanza accanto dormiva il figlio della coppia, che all’epoca dei fatti aveva appena 4 anni.

Ornella Pinto
Femminicidio di Ornella Pinto, rigettato il ricorso della difesa: ergastolo confermato per Pinotto Iacomino. “Un’amara consolazione” (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

L’accoltellamento di Ornella avvenne alle 4 e 30, il decesso alle 10 e 35 dopo i tentativi vani dei medici del Cardarelli di salvarle la vita. Quella mattina, il direttore generale del nosocomio napoletano Giuseppe Longo, parlò di “un gesto vile e di una brutalità inaudita. Fatti come questo dovrebbero spingerci ad una riflessione profonda su quanto sta accadendo”.

Iacomino si costituì alle ore 7 di quello stesso giorno a Terni, dopo essersi allontanato da Napoli con la propria autovettura. Poche ore dopo il sospettato confessò davanti al pm parlando di una violenta lite sfociata nel sangue. Oggi la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Iacomino, confermando così le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dello stato di coabitazione.

La pronuncia della Cassazione ha posto fine alla vicenda giudiziaria

La pronuncia della Cassazione, che pone così fine alla vicenda giudiziaria, “è un’amara consolazione” per i familiari di Ornella Pinto, rappresentati dall’avvocato Carmine Capasso. La sentenza di primo grado fu emessa il 10 maggio 2022 dalla Corte d’Assise di Napoli e confermata il 17 gennaio 2024 in Appello. “Dopo questa sentenza, potrò adottare mio nipote”, disse due anni fa in aula Stefania Pinto, sorella di Ornella.

Con l’ergastolo, infatti, Pinotto Iacomino perse la potestà genitoriale. Stefania, in qualità di tutrice del bimbo, ha potuto chiedere l’adozione. La donna si era costituita parte civile al processo nei confronti di Iacomino principalmente per prendersi cura del bimbo, che quella tragica notte fu svegliato dalle urla strazianti di sua madre Ornella.

Ornella Pinto con suo figlio
La pronuncia della Cassazione ha posto fine alla vicenda giudiziaria (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Alla fine la vera condanna è per noi e per il bambino che sto crescendo a tutti gli effetti come mio figlio”, disse Stefania. Il 20 marzo scorso poi, la targa del Punto Lettura di Piazza Ottocalli a Napoli, intitolato a Ornella Pinto, fu inspiegabilmente trappata dall’ingresso della canonica della parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo.

L’episodio ha suscitò profondo sdegno nella Fondazione Polis della Regione Campania. Il presidente don Tonino Palmese espresse il suo dispiacere: “Con questo vile gesto viene strappato un richiamo alla memoria e l’indicazione di un luogo dove bambine e bambini crescono con la lettura dialogica, aprendosi a tante opportunità di vita”.

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