“Garantire la continuità assistenziale” per l’ospedale Monaldi di Napoli, ovvero una delle strutture considerate fino a poche settimane fa un’eccellenza sanitaria italiana ed europea.
Parola del governatore della Regione Campania Roberto Fico, chiamato questa mattina a rispondere alle domande dei giornalisti in merito ad un possibile commissariamento dell’ospedale partenopeo.

Com’è noto, il Monaldi è al centro della bufera a seguito della vicenda del trapianto di cuore fallito sul piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di Nola di appena due anni deceduto il 21 febbraio scorso. “Sono una persona di pochi annunci, stiamo lavorando seriamente su tutti gli aspetti. – ha dichiarato Fico – La prima cosa che interessa alla Direzione Salute della Regione è la continuità assistenziale. Questo è il primo punto, poi tutto verrà”.
La tensione, tra le corsie del nosocomio napoletano, è palpabile, mentre vanno avanti le indagini della Procura della Repubblica partenopea che ha messo sotto indagine sette sanitari per omicidio colposo. La direzione generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, cui afferisce il Monaldi, ha diffuso una nota riguardante gli operatori impegnati in sala operatoria di Cardiochirurgia pediatrica.
“Possibile correlazione con situazioni di stress lavorativo”
L’obiettivo dell’Azienda è “di evitare uno stillicidio di notizie che rischia di delegittimare l’operato di un intero ospedale”. Sostanzialmente, diversi sanitari avrebbero presentato richieste di trasferimento che sono state “immediatamente trasmesse” alla Medicina del Lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Questo, allo scopo “venisse valutata la possibile correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione al tragico evento verificatosi”.
Gli stessi atti sono stati contestualmente trasmessi all’Ufficio Procedimenti Disciplinari che “ha ritenuto di adottare provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio e dall’incarico, di particolare gravità, differenziando le posizioni dei medici coinvolti”. La documentazione è stata inoltre “prontamente trasmessa” alla Procura di Napoli. Infine, la Direzione generale ha richiesto al direttore infermieristico “di attestare se, ai suoi atti, risultino eventuali ulteriori comunicazioni che non abbiano seguito l’ordinario iter previsto dall’organigramma aziendale”.
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Sul fronte giudiziario l’unica novità di rilievo è un esposto presentato a Bolzano, luogo da cui proveniva l’organo destinato a Domenico, da una “associazione nazionale”. Si tratta del secondo provvedimento giunto in Procura dopo quello depositato da Federconsumatori Campania. A confermarlo è stato il procuratore di Bolzano Axel Bisignano, che ha spiegato anche perché tutti gli atti relativi all’indagine per la morte del piccolo Domenico, avvenuta il 21 febbraio, a due mesi dal trapianto di un cuore proveniente da un piccolo donatore altoatesino, siano stati trasmessi a Napoli.
“In caso di omicidio colposo, – ha detto – la competenza è della Procura dove è avvenuta l’azione di omissione. Nel caso in questione, come apprendo da resoconti giornalistici, si parla di una catena di errori, il primo dei quali sarebbe avvenuto a Napoli, al momento della partenza dell’equipe incaricata dell’espianto“.





