Carceri, protesta al Tribunale di Napoli: il Garante chiede riforme urgenti. Il caso del suicidio di Antonio Meglio

Il Garante dei detenuti Samuele Ciambriello guida una manifestazione a Napoli sui temi del sovraffollamento e dei suicidi in carcere. Presenti numerose associazioni del territorio.

Il Garante regionale dei detenuti in Campania Samuele Ciambriello guiderà una manifestazione di protesta davanti al Tribunale di Napoli. I partecipanti intendono porre l’attenzione pubblica sul dramma dei suicidi in carcere e sulle condizioni di vita in cella.

Cartello emergenza carceri
Carceri, protesta al Tribunale di Napoli: il Garante chiede riforme urgenti. Il caso del suicidio di Antonio Meglio (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Il promotore dell’iniziativa chiede un cambio di rotta nella gestione della giustizia. Alla manifestazione parteciperanno anche i garanti provinciali e comunali del territorio campano. L’obiettivo è rompere il silenzio attorno alla realtà penitenziaria.

Le motivazioni del presidio nasce da un’analisi che associazioni e Garante portano avanti quotidianamente sul sistema della carcerazione. “Sulla giustizia mediatica, sulle sue barbarie, sulla custodia cautelare, sui suicidi in carcere, sul sovraffollamento, sull’aumento dei giorni di liberazione anticipata e gli errori giudiziari è calato da tempo un silenzio“, denuncia Ciambriello.

Le denunce del Garante sulla custodia cautelare

Eppure c’è un numero sproporzionato di persone private della loro libertà contro le regole del diritto. Quasi la metà delle custodie preventive sono indebite e illegittime. Migliaia di persone devono scontare meno di due anni di carcere e non hanno misure alternative”.

Ciambriello cita anche la riforma della giustizia: “È dovuta”, dichiara. “Ma non quelle proposte dal governo. Nessuno parla di indulto o amnistia”. Il numero dei detenuti in carcere spesso supera le capienze massime previste dalla legge.

Il Garante Samuele Ciambriello
Le denunce del Garante sulla custodia cautelare (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

I dati parlano di persone in attesa di giudizio definitivo. Questa situazione alimenta il clima di tensione, e influisce sulle condizioni di vita in carcere, segnata da un problema di sovraffollamento. A risentirne è la vita dei detenuti e sulle conseguenti condizioni psicologiche che in alcuni casi li portano a togliersi la vita.

Oltre al Garante campano e a quelli provinciali e comunali, hanno aderito alla manifestazione anche realtà laiche e cattoliche che operano nel sociale. C’è Libera contro le mafie, Sale della Terra, Dedalus, Liberi di Volare, Pastorale Carceraria della Diocesi di Napoli, Carcere Vi.Vo, Volontariato carcerario dell’ex OPG Je so’ pazzo, Movimento forense, Antigone, Cnca, Progetto Quarto Piano. E ancora: Acli, Terra di Confine Yairaiha Ats e Associazione Veropalumbo. Ogni sigla rappresenta un pezzo di società civile impegnata nella difesa della dignità umana.

Il caso del 39enne Antonio Meglio, arrestato la sera del 5 marzo

Ciambriello in queste ore ha poi commentato il caso del 39enne Antonio Meglio, arrestato la sera del 5 marzo per l’aggressione a coltellate ai danni di una 32enne penalista, morto suicida in ospedale ieri sera. “Nelle carceri italiane le persone continuano a morire. – ha detto il Garante – E in carcere si muore di malattia, overdose, incuria, abbandono e soprattutto di suicidio“. Meglio era un detenuto in attesa di giudizio per lesioni personali gravi con l’uso di un coltello. Era ricoverato e piantonato presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

Dall’inizio del 2026, 11 detenuti si sono suicidati in Italia, altri 28 sono morti per altre cause o per cause ancora da accertare. Quello di Antonio Meglio è il secondo suicidio in Campania: a metà gennaio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere si era tolto la vita un giovane detenuto di 24 anni. Il 39enne era laureato in giurisprudenza e apparteneva a una famiglia per bene.

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