Terremoto magnitudo 5.9 al largo di Capri: perché è stato avvertito in tutta Italia

Una scossa profonda al largo di Capri scuotere l’Italia senza causare danni. Gli esperti Ingv spiegano il fenomeno della subduzione nel mar Tirreno meridionale.

Il servizio Hai sentito il terremoto dell’Ingv ha registrato segnalazioni dei cittadini da tutta Italia. Da Roma, passando per Ancona, Firenze, Bologna, fino a Padova, Trento, Milano e La Spezia. Ma anche da Salerno, Reggio Calabria, Messina, Palermo.

Terremoto Golfo Napoli del 10 marzo 2026
Terremoto magnitudo 5.9 al largo di Capri: perché è stato avvertito in tutta Italia – NapoliCityrumors.it

Nonostante la vasta eco, il terremoto di magnitudo 5.9 avvenuto nel corso della notte di martedì 10 marzo, non ha provocato alcun danno. Le scosse sono arrivate in superficie raggiungendo livelli tra 2 e 4 della scala Mercalli, quindi leggero o moderato, che di solito garantisce l’assenza di lesioni agli edifici o alle persone.

Questo perché è avvenuto a una profondità di 414 chilometri, causando effetti molto lievi alla popolazione. Ma cosa è accaduto nello specifico al largo della Campania, vicino l’isola di Capri, nelle profondità del Mar Tirreno?

Il fenomeno della subduzione nel Mar Tirreno

Il fenomeno è definito subduzione e cosa sia lo ha spiegato Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: “Si tratta di un processo geologico tipico del Tirreno meridionale”, che non ha dunque nulla a che vedere con i vulcani campani.

L’evento sismico è stato localizzato a una profondità “ben al di sotto delle comuni profondità sismogenetiche dei terremoti italiani, che avvengono prevalentemente sulla crosta superiore”. Un evento che per il nostro Paese è molto raro e va ricondotto a “un processo geologico tipico del Tirreno meridionale, per la presenza nel mantello terrestre di una placca di litosfera oceanica che sta sprofondando da alcuni milioni di anni al di sotto del Mar Tirreno”.

Terremoto Golfo del 10 marzo 2026
Il fenomeno della subduzione nel Mar Tirreno – NapoliCityrumors.it

Questo fenomeno causa terremoti frequenti lungo la costa calabrese e siciliana, ma raramente colpisce la Campania. I terremoti che ha causato negli ultimi 40 anni, spiega ancora Stramondo, “hanno raggiunto magnitudo 5.8 il 28 ottobre del 2016, profondità pari a 481 chilometri e magnitudo 5.8 il 29 ottobre 2006, profondità pari a 221 chilometri.

Un altro terremoto di magnitudo superiore a 5 è avvenuto il 3 novembre del 2010: magnitudo 5.4 con profondità pari a 506 chilometri. Un altro evento simile risale alla notte tra il 26 e il 26 ottobre del 2023, quando al largo della penisola sorrentina la terra si è mossa con una forza di 4.2.

La sicurezza è garantita dalla profondità della scossa

Ma il terremoto profondo più forte che conosciamo nell’area è quello del 27 dicembre del 1978: magnitudo 5.9 a una profondità di 392 chilometri a largo di Gaeta. “Oltre a questo evento, uno studio del 1951 descrive un terremoto profondo molto forte avvenuto nel mar Tirreno nel 1938 con magnitudo stimata tra 6.8 e 7.1 – racconta Stramondo – Fortunatamente proprio la profondità di questi fenomeni permette una relativa tranquillità sui loro effetti”.

La caratteristica di questi terremoti è che “provocano risentimenti diffusi anche a centinaia di chilometri ma con basse intensità”. Anche se non ha prodotto effetti, il terremoto ha comunque colpito i cittadini campani e il traffico ferroviario del nodo di Napoli è stato interrotto per alcune ore, fino alle 10.15 per verificare che non avesse provocato danni.

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