A prescindere dal fatto di avere ragione oppure no, appena si sente penalizzato, il club milanese sfodera subito la carta Marotta. E tornano sempre attuali le parole di Conte di Napoli-Inter dell’andata.
Tanto tuonò che piovve. L’Inter subisce, a suo dire, dei torti arbitrali e si sente vittima del sistema. Da quanto trapelato da San Siro nel dopo partita di Inter-Atalanta – partita per altro non persa dalla attuale capolista in Serie A e che si è conclusa con il risultato di 1-1 – sembra che il presidente ed amministratore delegato interista, Beppe Marotta, abbia chiesto ed ottenuto un colloquio con il direttore di gara, il torinese Manganiello di Pinerolo, e con il responsabile VAR dell’incontro, Gariglio sempre di Pinerolo.

Sembra che Marotta si sia sentito “confortato” dopo le rimostranze date ai due fischietti, in un colloquio che pare sia durato circa due ore. E che sarebbe stato presieduto da una sfuriata negli spogliatoi al grido di “Ce la vogliono far pagare”. Frase presunta che, altrettanto in maniera presunta, sembra rivolta alla brutta vicenda Bastoni di Inter-Juventus di qualche settimana fa. Lì però non ci fu mica una ammissione in merito ad un enorme e decisivo favore ricevuto.
Inter quasi campione, ma in quanto a stile…
Nessuno qui vuole assurgersi a paladino della moralità né vuole dare lezioni in proposito, ma appare evidente la diversità di vedute e di atteggiamenti che intercorrono tra Inter e Napoli. I nerazzurri sono primi in classifica anche e soprattutto per grazia ricevuta, e questa cosa è innegabile. A loro sta andando tutto bene, pur non vincendo mai contro le big. Lo fanno contro le piccole, e hanno potuto contare su una rivale in meno che è proprio il Napoli, falcidiato da infortuni a non finire e da tantissimi errori arbitrali decisivi.

Soltanto che, a differenza dell’Inter, i campioni d’Italia in carica hanno svolto le loro rimostranze solo dopo l’ennesima, colossale svista che è costata dei punti preziosi. Era avvenuto in occasione di Atalanta-Napoli, con il direttore sportivo partenopeo, Giovanni Manna, che a quel punto aveva giustamente alzato la voce dopo l’ennesima decisione ingiustificabile a sfavore. E badate bene, mandare davanti alle telecamere per una rimostranza il ds anziché il presidente è tutt’altra cosa, tutt’altra mossa mediatica.
I nerazzurri tenuti a galla in più modi
E poi c’è anche la stampa, che amplifica tutto ciò che riguarda l’Inter, sicuramente di più rispetto a quanto faccia con il Napoli. Andate a farvi un giro su qualche sito web di quotidiani colorati o della principale emittente televisiva privata italiana dedicato allo sport e vedete quando arriva il primo articolo dedicato al Napoli e quanto spazio occupa nella homepage. Memorabile un recente titolo del tipo: “L’Inter manda un messaggio a Milan e Juve per lo scudetto”, con il Napoli terzo nemmeno citato.
Il Napoli ama far parlare di sé per quanto di buono fa in campo. Ed in questa stagione il voto della squadra è alto, a parte qualche battuta a vuoto (PSV Eindovhen, Copenaghen e le trasferte con Bologna ed Udinese). Per il resto la squadra ha sempre lottato, anche quando non ha giocato bene o quando non ha vinto. Ed essere al terzo posto con un certo margine sulla quarta, a breve distanza dalla seconda e con un trofeo già vinto è tanta, tantissima roba.
Ci piacerebbe lottare ad armi pari
Perché al Napoli nessuno ha regalato niente e perché fare le vittime non appartiene ai partenopei. Quando Conte risponde a tono (come in Napoli-Inter dell’andata o Inter-Napoli della scorsa stagione) lo fa a giusta ragione. Il mister azzurro disse “Speriamo che non ce la faranno pagare”. In quel caso però si che avvenne, altro che Bastoni. Ci furono due rigori fischiati contro ai campani nelle successive due gare, per fortuna entrambi parati da Milinkovic-Savic.

Ma il Napoli è ad oggi la squadra contro la quale sono stati concessi più penalties. E non stiamo a guardare le altre decisioni arbitrali controverse subite, che è domenica e finiremmo con il rovinarci il pranzo anche dopo una vittoria come quella di ieri contro il Lecce. E Conte non fa certo richiami in stile Chivu quando parla della mano di Maradona. Altrimenti potremmo citare i grossi aiutoni arbitrali per i nerazzurri in tre Inter-Napoli degli anni Settanta. Chi c’era sa.





