Tanti organi di stampa hanno riportato male le dichiarazioni del presidente del Napoli, omettendo una seconda ma significativa frase. “Gli direi di si però penso che lui…”.
Antonio Conte torna a fare il ct dell’Italia? No. Ieri in tanti hanno diffuso questa notizia dandola per ufficiosa e dicendo di come Aurelio De Laurentiis abbia dato il via libera. Ma dimenticando – chissà quanto di proposito e quanto senza averlo fatto apposta – di aggiungere la parte finale del discorso fatto in proposito dal presidente del Napoli.
Interpellato in proposito durante la sua permanenza dall’altra parte del mondo – attualmente De Laurentiis si trova a Los Angeles per impegni di lavoro legati alla sua attività da produttore cinematografico – il presidente azzurro è andato a ruota libera sulla squadra della quale è proprietario da quasi 22 anni. Oltre ad avere incontrato i tifosi napoletani presenti da quelle parti, in California, ADL ha anche esaltato la sua squadra dopo la vittoria in Napoli-Milan, con l’1-0 firmato Matteo Politano al 78′. E poi ha parlato della situazione relativa ad Antonio Conte.
“Io Conte lo lascerei andare a fare il commissario tecnico della Nazionale, se dovesse chiedermelo”. Questo in ottemperanza alla regola non scritta che da sempre vige in seno alla SSC Napoli, per la quale chi non ha più voglia di restare può fare tranquillamente le valigie ed andare altrove, se in cambio la società ottiene il giusto conquibus. Poi fin troppo spesso si giunge allo scontro, quasi sempre per la volontà imposta da procuratori e loro collaboratori (vedesi i casi Higuain e Kvaratskhelia, tanto per fare degli esempi.
Il Napoli non ha mai ceduto per esigenze e quando lo ha fatto, ciò è avvenuto per fare si che la squadra divenisse più forte con i proventi ottenuti. Del resto i risultati conseguiti ne sono la dimostrazione. E sarà così anche nel caso di Antonio Conte, con il quale resta ancora un anno di contratto. L’allenatore salentino è legato al Napoli da un contratto fino al 30 giugno 2027, ma con l’accordo di incontrarsi ogni volta a fine stagione per vedere se gli interessi reciproci convergono.
Perché Conte non si accontenta del suo favoloso stipendio da 8 milioni di euro netti all’anno. Lui vuole anche vincere, almeno in ambito nazionale. E potere avere un organico attrezzato per fare quanta più strada possibile in Champions League. E fino ad oggi De Laurentiis ha sempre assecondato le volontà del suo allenatore, ben sapendo di avere il miglior mister disponibile in Italia, ed uno dei migliori in assoluto anche nel resto del mondo.
Cosa ha detto De Laurentiis? Che per lui Conte può andare, se ci fosse una richiesta diretta da parte del diretto interessato. Ma poi il presidente del Napoli ha anche aggiunto che “non penso che lui sia così sconsiderato da accettare la proposta della FIGC, che non ha soldi ed è una struttura fortemente disorganizzata, ad oggi. La Federazione ha bisogno di una figura forte nel presente e nel futuro, ci vorrebbe un personaggio come Giovanni Malagò”.
Insomma, all’Italia servirebbe prima mettere insieme i cocci nei piani alti e poi pensare a chi legarsi per un progetto quadriennale che, si spera, possa tornare ad essere di successo, dopo il terzo Mondiale di fila sfumato. E Conte, che da par suo avrebbe potuto dire che sicuramente resterà, ha risposto con un diplomatico “se si fa il mio nome per l’Italia non può che farmi piacere, è un onore rappresentare il proprio Paese”. Parole che resteranno tali se a fine maggio l’incontro con De Laurentiis dovesse andare bene. E ci sono alte probabilità che ciò avvenga.
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