Un bel tacer non fu mai scritto: quando chiudere la bocca ti salva la giornata

Scopriamo perché stare in silenzio nel momento giusto vale molto più di mille parole, specialmente quando la voglia di rispondere a tono ci sta mangiando vivi.

Ci sono quei momenti in cui la lingua sembra avere una vita propria. Sei al lavoro, o magari a tavola con i parenti, e qualcuno spara una di quelle cavolate così grosse che senti proprio il sangue che sale al cervello. Ti verrebbe da rispondere, da spiegare, da urlare che quello che sta dicendo non ha né capo né coda. Ecco, è proprio in quel secondo preciso che dovresti ricordarti del consiglio dei vecchi, quelli che la sapevano lunga sulla pace nel mondo.

un bel tacer non fu mai scritto napoli.cityrumors.it
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Stare zitti non significa aver torto e nemmeno essere dei fessi che si fanno mettere i piedi sopra. Anzi. È un atto di forza incredibile. Io una volta, per voler avere ragione a tutti i costi durante una discussione banale al bar, ho finito per litigare con una persona a cui tenevo. Se avessi tenuto i denti stretti per dieci secondi, probabilmente la serata sarebbe finita a tarallucci e vino. Invece niente, ho dovuto parlare e ho fatto il disastro.

La saggezza dietro il detto un bel tacer non fu mai scritto

Il punto è che parlare è facile, ma sapere quando è meglio tacere è roba da campioni. Questo modo di dire, che pare arrivi addirittura dai poeti di una volta come il Petrarca, ci insegna che il silenzio è un’arma di difesa personale. Quando eviti di rispondere a una provocazione, non stai solo evitando una lite, stai risparmiando un sacco di energia. Perché, diciamocelo, certe persone parlano solo per darti fastidio e se tu rispondi gli dai esattamente quello che vogliono: il tuo fegato marcio.

Nella vita di tutti i giorni, specialmente adesso che tutti sentono il dovere di dire la loro su ogni minima cosa, il silenzio è diventato merce rara. Vediamo gente che urla sui social, per strada, in televisione, manco se chi urla più forte avesse automaticamente ragione. E invece no. Spesso chi tace passa per signore, mentre chi parla troppo finisce per dire qualche sciocchezza di cui poi si pente amaramente. È una lezione che si impara a schiaffi, ma quando la capisci, vivi molto meglio.

Mettere in pratica un bel tacer non fu mai scritto nei momenti critici

Ma come si fa a stare zitti quando vorresti solo mandare tutti a quel paese? Il trucco è la pausa caffè mentale. Prima di far uscire il fiato dalla bocca, prova a contare fino a tre. Sembra una cosa da bambini, ma ti assicuro che funziona. In quei tre secondi chiediti: “Cosa ci guadagno a rispondere?”. Se la risposta è “niente”, allora mastica un chewing-gum o guarda altrove. Io faccio così: immagino che le mie parole siano monete d’oro. Mi chiedo se la persona che ho davanti merita che io “spenda” i miei soldi per lei. Quasi sempre la risposta è un no secco.

C’è pure il vantaggio che il silenzio mette ansia agli altri. Se qualcuno ti insulta o ti provoca e tu lo guardi senza dire una parola, quello si sente un cretino. Non sa come continuare, perde il filo del discorso e alla fine si spegne da solo come una candela finita. Stare zitti è anche un modo per ascoltare meglio quello che succede intorno a noi. A forza di parlare, finisce che non sentiamo più niente, nemmeno quello che ci dice il nostro buonsenso.

Alle volte mi capita che la gente pensa che sono distratto perché non rispondo subito, ma in realtà sto solo aspettando che la tempesta passi per dire l’unica cosa che conta davvero. Oppure per non dire proprio nulla, che spesso è la scelta più azzeccata di tutte. Non c’è niente di più elegante di un silenzio messo nel posto giusto, fa più rumore di un cannone.

Quindi, la prossima volta che senti la pressione che sale e la voglia di sputare sentenze, prova a fare questo esperimento. Chiudi la bocca, fai un bel respiro e goditi la faccia degli altri che aspettano una tua reazione che non arriva. Ti sentirai un re, o almeno uno che non ha voglia di farsi rovinare il pranzo da chi non capisce niente.

Dopotutto, come dicevano gli antichi, la parola è d’argento ma il silenzio è d’oro, e noi di oro in tasca ne vorremmo avere sempre un bel po’.