Tutte le strade portano a Roma: allora perché stiamo sempre a correre col fiato sul collo?

Se il destino è già scritto e alla fine arriviamo tutti nello stesso posto, tanto vale allungare il giro e fermarsi a mangiare un panino.

Avete mai fatto caso a come viviamo oggi? Sembra che abbiamo tutti una fretta indiavolata di arrivare da qualche parte, manco avessimo lasciato il gas aperto a casa. Siamo sempre lì a controllare l’orario, a cercare la scorciatoia sul navigatore del telefono e a incazzarci se il semaforo ci mette due secondi di più a diventare verde. Ma poi, se ti fermi un attimo e ci pensi, ti accorgi che stiamo correndo come matti verso una meta che, bene o male, è la stessa per tutti.

tutte le strade portano a Roma napoli.cityrumors.it
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Il punto è che ci siamo dimenticati come si fa a guardare fuori dal finestrino. Io una volta, per voler arrivare a un appuntamento con dieci minuti d’anticipo, ho preso una strada secondaria che non conoscevo e sono finito in un fosso. Mentre aspettavo il carro attrezzi, mi sono reso conto che se fossi andato piano, godendomi la musica alla radio, non solo sarei arrivato intero, ma non avrei buttato via mezza giornata di fegato marcio. È proprio vero che a volte la fretta è cattiva consigliera e ci fa perdere il bello del percorso.

Il senso vero del perché tutte le strade portano a Roma

Ma da dove viene questo modo di dire che usiamo ogni volta che vogliamo convincerci che alla fine andrà tutto bene? Gli antichi, che non avevano Google Maps ma avevano molta più testa di noi, lo sapevano che l’importante non era il sentiero scelto, ma il fatto che alla fine ci si ritrovava tutti sotto il Cupolone. Dire che tutte le strade portano a Roma significa che, nonostante i giri immensi che facciamo, le deviazioni sbagliate e i sensi unici, la meta finale non scappa mica.

La fregatura è che noi ci fissiamo sulla velocità e non sulla qualità del viaggio. Ci arrabbiamo se qualcuno ci taglia la strada o se la vita ci mette davanti un cantiere aperto, senza capire che magari quella deviazione serve a farci vedere un paesaggio che non avevamo mai notato. Se il risultato finale è garantito, perché dobbiamo ridurci con lo stress alle stelle e la pressione a mille? È un controsenso che ci portiamo dietro da una vita, manco se la coppa del vincitore la dessero a chi arriva primo al traguardo della vecchiaia.

Come vivere meglio sapendo che tutte le strade portano a Roma

Allora, come si fa a rallentare senza sentirsi in colpa verso il mondo intero? Semplice, bisogna imparare a buttare via il cronometro. Iniziate a prendervi quei cinque minuti in più per bere il caffè la mattina o per fare due chiacchiere con il vicino che di solito evitate come la peste. Se sapete che la destinazione è certa, potete permettervi il lusso di sbagliare strada di proposito. Magari scoprite una trattoria dove si mangia da Dio o un negozietto di robe vecchie che vi fa tornare bambini.

Io ho provato a fare questo esperimento un sabato pomeriggio: sono uscito di casa senza meta, girando a destra o a sinistra solo in base a come mi girava in quel momento. All’inizio mi sentivo un po’ perso, quasi a disagio perché non avevo un obiettivo. Poi però mi sono rilassato. Ho visto angoli della mia città che non conoscevo e sono tornato a casa che ero la metà più riposato di quando vado in palestra. La vita è un viaggio di sola andata, se lo passiamo a fissare il tachimetro ci perdiamo tutto il film che ci scorre accanto.

Dovremmo anche smetterla di guardare quello che fa il vicino di corsia. Se lui va più veloce, lasciatelo andare, magari ha più fretta di voi di arrivare alla fine e non sa cosa si perde. Ognuno ha il suo passo e non c’è una tabella di marcia uguale per tutti. Se ti fermi a scattare una foto o a riposarti all’ombra di un albero, non stai perdendo tempo, lo stai solo usando meglio di chi corre senza un perché.

In fondo, la saggezza dei vecchi non sbagliava mai. Se il cammino è lungo, meglio farsi venire le vesciche ai piedi per aver camminato troppo che farsi venire l’infarto per aver corso inutilmente. Alla fine ci ritroveremo tutti lì, a Roma, a raccontarci come siamo arrivati. E volete mettere la soddisfazione di dire che avete visto posti incredibili invece di dire che avete solo visto la targa della macchina davanti?

Quindi, la prossima volta che il navigatore vi dice di girare subito, voi andate dritto se la strada vi sembra più bella. Tanto, lo sappiamo già come finisce.