A 88 anni una donna di Napoli deteneva in casa cocaina, tirapugni e un libro mastro della droga. Il sospetto è che potesse avere in casa materiale per conto di qualcuno.
L’anziana è finita in un blitz antidroga dei carabinieri effettuato nelle scorse ore. Due in totale le persone arrestate, ma per i militari si apre un’indagine più ampia. Basata sul presunto tentativo della criminalità di eludere i controlli e di trafficare droga attraverso persone che sono lontane dai radar investigativi.

L’operazione è avvenuto nel rione Traiano, quartiere Soccavo. I carabinieri della locale stazione hanno deciso di effettuare diverse perquisizioni dove di solito le forze dell’ordine non arrivano. Il blitz è avvenuto con il prezioso contributo del Nucleo cinofilo di Sarno. A finire in manette due donne: hanno 88 e 58 anni e sono incensurate.
I carabinieri, nelle due rispettive abitazioni, hanno trovato due diversi depositi. Nel primo appartamento c’erano 21 grammi di cocaina, due tirapugni, un coltello a lama fissa ricurva e un quaderno con all’interno la contabilità con tanto di resoconto della merce tolta dal galoppino di volta in volta.
La strategia di reclutare figure insospettabili
Nella seconda abitazione 193 grammi di hashish già suddivisi e pronti per essere venduti. Le donne sono state arrestate. Durante le operazioni sono state denunciate altre due persone sorprese a via Tulliano 34 all’interno di un locale sequestrato in passato perché utilizzato come piazza di spaccio.
La strategia di reclutare figure insospettabili per gestire o favorire circuiti illeciti trova riscontro in altre recenti vicende di cronaca sul territorio campano. A giugno 2026, ad esempio, un infermiere di Marano di Napoli, impiegato come assistente di sala operatoria e quindi del tutto estraneo ai contesti criminali ordinari, è stato arrestato con l’accusa di aver sottratto farmaci e sedativi dal proprio ospedale.

Sul fronte del grande traffico di stupefacenti, a maggio 2026 un’operazione ha smantellato una rete internazionale che faceva viaggiare la cocaina dalla Spagna alla Campania, culminando nell’arresto di sei persone. Una tipologia di infiltrazione si affianca alle indagini che hanno colpito realtà radicate come il clan Lepre a Napoli e il gruppo dei Panzarotti ad Afragola.
Evidenziando la continua ricerca di canali alternativi e sommersi per gestire le direttive e lo spaccio, talvolta persino attraverso l’uso di telefoni cellulari nascosti all’interno delle carceri.





