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Cronaca

Il controllo di Bagnoli dietro l’omicidio di Rodolfo Zinco, blitz all’alba dell’Antimafia: “Gestiva le attività criminali”

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Francesco Ferrigno

Una violentissima contrapposizione armata per il controllo del territorio di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli.

Sarebbe questo il retroscena dell’omicidio di Rodolfo Zinco alias ‘o gemello, avvenuto il 22 aprile 2015 nel territorio del quartiere di Cavalleggeri di Aosta a Napoli. Per il delitto è stato arrestato oggi Ciro Pauciullo, 40 anni.

Il controllo di Bagnoli dietro l’omicidio di Rodolfo Zinco, blitz all’alba dell’Antimafia: “Gestiva le attività criminali” (CARABINIERI FOTO) – NapoliCityrumors.it

L’uomo è ritenuto legato al clan Borotalco del rione Traiano. Pauciullo è finito in manette all’alba di oggi, in quanto destinatario di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia in carcere. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) partenopea, ed è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo.

Il 40enne è accusato di omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa. Le complesse ed articolate indagini, sono state condotte in più fasi dal 2017 al 2025 dal Nucleo investigativo carabinieri di Napoli e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Napoli.

Per l’agguato di camorra il 40enne utilizzò una pistola calibro 9

I militari hanno operato attraverso attività tecniche, valorizzando le dichiarazioni convergenti di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui l’ex cappoclan del rione Traiano, oggi collaboratore di giustizia, Genny Carra. Carra è il suocero del boss Salvatore Cutolo detto Borotalco.

Secondo l’Antimafia, insomma, fu Pauciullo il 22 aprile di undici anni fa ad aprire il fuoco contro Zinco. Per l’agguato di camorra utilizzò una pistola calibro 9.

Per l’agguato di camorra il 40enne utilizzò una pistola calibro 9 (CARABINIERI FOTO) – NapoliCityrumors.it

Il movente dell’efferato omicidio risiederebbe nella volontà del clan Giannelli, a cui era riconducibile l’autore del reato, di sopprimere la persona offesa in quanto ritenuta il gestore di attività criminali nel quartiere di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli. Il gruppo criminale capeggiato da Alessandro Giannelli detto Sfarz voleva affermare, avvalendosi della relativa forza intimidatrice, la propria egemonia su tale area del capoluogo.

All’epoca dei fatti, nel 2015, il gruppo di Giannelli era in forte ascesa. Il vero e proprio controllo del territorio, però, era ostacolato da Zinco, ex boss della Nuova mala flegrea appena scarcerato. Le diverse fasi dell’omicidio, come già accennato, sono contenute nei verbali resi dal ras pentito Genny Carra, che sentenziò la morte di Zinco in accordo con Giannelli, “supervisionando” poi l’omicidio nel 2015.

Francesco Ferrigno

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