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Politica

Il M5s ci riprova in Campania: depositata la mozione per far tornare il Reddito di cittadinanza in versione regionale

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Francesco Ferrigno

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elena Vignati ha depositato in Assise una mozione per istituire una misura regionale di sostegno al reddito e inclusione attiva destinata ai nuclei.

A confermarlo è stata la stessa esponente del M5s, che ha condiviso la mozione con i consiglieri Raffaele Aveta, Salvatore Flocco, Gennaro Saiello e Luca Trapanese.

Il M5s ci riprova in Campania: depositata la mozione per far tornare il Reddito di cittadinanza in versione regionale (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

L’abolizione del Reddito di cittadinanza e la sua sostituzione con strumenti che hanno ristretto in modo significativo la platea dei beneficiari hanno lasciato senza risposte tante persone e tante famiglie in difficoltà. – hanno fatto sapere i consiglieri In Campania questo problema assume un peso ancora più grave, considerati gli alti livelli di povertà, disoccupazione e marginalità sociale che continuano a colpire il territorio”.

Bisogna ricordare che il Reddito di cittadinanza è stato ufficialmente abolito in Italia a partire dal primo gennaio 2024, a seguito della riforma del welfare introdotta dal governo di centrodestra di Giorgia Meloni con il Decreto Lavoro del maggio 2023.

La misura è stata progressivamente svuotata

La misura è stata progressivamente svuotata nel corso dell’anno precedente per i soggetti ritenuti occupabili, per poi essere definitivamente sostituita da due nuovi strumenti più mirati: l’Assegno di Inclusione, destinato esclusivamente ai nuclei familiari con minori, disabili o anziani over 60, e il Supporto per la Formazione e il Lavoro, un sussidio temporaneo legato alla partecipazione a corsi di riqualificazione professionale.

Le ripercussioni di questo passaggio sono state particolarmente acute in Campania, che storicamente registrava il maggior numero di beneficiari a livello nazionale, con intere province come Napoli e Caserta fortemente dipendenti dal sussidio. L’interruzione della misura ha innescato forti tensioni sociali e proteste di piazza, alimentate dal timore di un improvviso scivolamento verso la povertà assoluta per decine di migliaia di persone.

La misura è stata progressivamente svuotata – NapoliCityrumors.it

L’impatto si è riversato immediatamente sui Servizi sociali dei Comuni e sui Centri per l’Impiego regionali, che si sono trovati a gestire una pressione burocratica senza precedenti per la presa in carico degli ex percettori, aggravando le storiche difficoltà del mercato del lavoro locale nel tradurre i percorsi di formazione in reali opportunità occupazionali.

La mozione impegna il presidente della Giunta regionale – hanno continuato i consiglieri del M5sa predisporre una proposta normativa per introdurre una misura integrativa regionale, costruita come un percorso di inclusione attiva e non come un semplice sussidio. L’idea è quella di affiancare al sostegno economico un progetto personalizzato di formazione, orientamento e inserimento lavorativo, attraverso il coinvolgimento degli Ambiti territoriali sociali e degli strumenti già attivi sul territorio”.

“Chiediamo inoltre che vengano definiti criteri chiari per l’accesso alla misura – hanno concluso – e che si verifichino le possibilità di finanziamento attraverso i fondi europei, nazionali e regionali già disponibili, a partire dal programma Aria e dal Pr Campania Fse+ 2021-202. L’obiettivo è colmare un vuoto che oggi lascia scoperte troppe persone, garantendo non solo un sostegno economico, ma anche un percorso concreto di accompagnamento verso l’autonomia e l’inclusione sociale. Serve una risposta regionale seria, strutturata e capace di rimettere al centro dignità, lavoro e giustizia sociale”.

Francesco Ferrigno

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