Il Consiglio dei ministri ha disposto il commissariamento per diciotto mesi del Comune di Castellammare di Stabia. Il primo cittadino: “Lascio una città migliore, ma dal PD di Elly Schlein solo attacchi e delegittimazione”.
A distanza di pochi anni, lo stesso terremoto politico che travolse l’amministrazione di centrodestra guidata da Gaetano Cimmino, scuote la città di Castellammare di Stabia. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell’Interno, ha formalizzato il decreto di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il governo ha disposto il commissariamento straordinario di Palazzo Farnese per diciotto mesi. Il provvedimento arriva al termine delle ispezioni della Commissione d’accesso, nominata nei mesi scorsi dal prefetto di Napoli Michele Di Bari, su delega del capo del Viminale Matteo Piantedosi, per verificare eventuali condizionamenti e ingerenze dei clan sulla macchina comunale.
Questa volta la misura ha colpito la giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, giornalista di lungo corso che si è insediato circa due anni fa.
Vicinanza ha commentato la notizia con una nota ufficiale, nella quale ha ribadito la correttezza della sua azione amministrativa: “Nel massimo rispetto della decisione assunta dal governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento”, sottolineando di essere “convinto di lasciare la città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni”.
L’ex primo cittadino stabiese ha auspicato che la città non ricada “nell’immobilismo amministrativo” ed ha rivendicato con fermezza la scelta di non essersi dimesso nei mesi scorsi, nonostante le pressioni subite: “Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi. Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini, onorando fino in fondo la fiducia e la speranza che avevano riposto in me. È grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto a lavorare fino all’ultimo minuto”.
Oltre a difendere l’operato della sua giunta, Vicinanza ha rivolto parole al vetriolo al PD: “Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno”. I Dem da mesi avevano infatti deciso di sfilarsi dalla maggioranza.
“Al contrario, continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein. Un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra. Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni”.
“Lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della camorra rappresenta una ferita profonda per la città e per le istituzioni democratiche. È la seconda volta consecutiva: la prima con una giunta di centrodestra, questa volta con un’amministrazione guidata dal centrosinistra. È la dimostrazione che la criminalità organizzata non guarda ai colori politici, ma cerca consenso, relazioni e spazi di influenza”.
Con queste parole Sandro Ruotolo, eurodeputato, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico ed ex consigliere comunale a Castellammare di Stabia: “Questa volta lo scioglimento non era inevitabile. Nel giugno 2024 sono stato candidato e poi eletto consigliere comunale del Partito Democratico perché ritenevo che la sfida decisiva per Castellammare fosse quella della legalità. La mia candidatura nasceva proprio dalla volontà di contrastare le infiltrazioni della camorra nelle istituzioni e di accendere i riflettori sulla legalità. Per questo ho scelto di dimettermi il 2 gennaio scorso: una decisione sofferta ma necessaria, maturata nella convinzione che quell’amministrazione non rappresentasse più un argine adeguato alle pressioni della criminalità organizzata. Non provo alcuna soddisfazione nel vedere confermate le mie preoccupazioni”.
Ruotolo ricorda che “senza una rigorosa selezione delle candidature, senza partiti radicati nei territori e senza il coraggio di rompere con clientele, pacchetti di voti e sistemi di potere, la camorra continuerà a trovare spazio nelle istituzioni. Oggi prevale l’amarezza. Castellammare meritava altro. Meritava una classe dirigente capace di ascoltare gli avvertimenti e di mettere la legalità davanti a qualsiasi convenienza politica. Da oggi nessuno potrà più dire di non sapere. Nessuno potrà più dire di non aver visto”.
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