Bambini saharawi accolti all’ospedale Betania a Napoli: gli screening medici

Dieci minori e quattro accompagnatori dai campi di Tindouf, giunti in Italia per effettuare controlli medici completi. La struttura sanitaria garantisce screening gratuiti e diagnosi della celiachia. 

Curare significa spesso squarciare il velo del silenzio della diplomazia internazionale per dare una risposta concreta a chi non ha voce. Il 15 luglio l’ospedale evangelico Betania a Napoli ha aperto le proprie porte per accogliere e assistere dieci bambini e quattro accompagnatori provenienti dai campi profughi saharawi di Tindouf, situati nel deserto algerino. Un gesto di solidarietà, che accende i riflettori su uno dei conflitti più lunghi e dimenticati della storia recente.

Una catena di solidarietà per il popolo saharawi

La struttura ospedaliera di Napoli è il cuore pulsante di una complessa catena di aiuti, attivata grazie a una stretta collaborazione con l’associazione di solidarietà Tiris Odv e la VI Municipalità del Comune di Napoli, presieduta da Sandro Fucito.

Mentre i media di tutto il mondo si concentrano sulle crisi geopolitiche più recenti, l’ospedale Betania ha scelto di schierarsi al fianco del popolo del Sahara Occidentale. Da oltre cinquant’anni, questa comunità vive in un doloroso limbo, stretta tra l’esilio e le conseguenze di una guerra che si è riaccesa nel 2020. E da anni ormai, le persone sono costrette a vivere nei campi di rifugiati nella loro stessa terra.

Screening medici e diagnosi della celiachia

L’ospedale Betania si è fatto interamente carico dell’assistenza sanitaria dei piccoli ospiti e dei loro accompagnatori. Ha offerto loro uno screening medico ed ematochimico completo.

Bambini saharawi accolti all’ospedale Betania a Napoli: gli screening medici (Ansa Foto) – napoli.cityrumors.it

L’attività clinica si è concentrata su controlli generali e soprattutto sulla diagnosi della celiachia, patologia estremamente diffusa e invalidante tra la popolazione di Tindouf. La mancanza di diagnosi tempestive nei campi profughi rischia infatti di compromettere in modo grave lo sviluppo fisico e biologico dei bambini.

“La medicina ha il dovere i costruire ponti”

In un’epoca di profonde tensioni geopolitiche e di conflitti che troppo spesso vengono dimenticati dall’opinione pubblica, la sanità ha il dovere morale di costruire ponti istituzionali – ha spiegato il presidente della Fondazione Betania Domenico VincenziL’accoglienza di questi bambini è un atto di profonda testimonianza etica. Laddove la guerra e l’indifferenza negano il diritto all’infanzia e alla salute, la medicina del territorio deve rispondere con i fatti, offrendo tutele concrete ai soggetti più fragili della terra“.

Con questa iniziativa, l’ospedale Betania ha voluto ribadire la storica vocazione di presidio di frontiera e di cura, dove la medicina d’eccellenza si coniuga indissolubilmente con i valori universali della solidarietà, della pace e della tutela dei diritti umani fondamentali.