Rifiuta di spacciare, poi il pizzo e tre auto incendiate: tre fermi a Battipaglia

Prima la richiesta di vendere droga per conto di un gruppo criminale. Dopo il rifiuto, la pretesa di 500 euro a settimana e infine l’incendio di tre automobili. È la sequenza ricostruita dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno nell’indagine che ha portato al fermo di tre uomini di 35, 40 e 48 anni, tutti originari della Piana del Sele.

Rifiuta di spacciare, poi il pizzo e tre auto incendiate: tre fermi a Battipaglia – napoli.cityrumors.it

I carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno eseguito il provvedimento disposto dalla Dda per estorsione consumata, tentata estorsione e incendio, contestati a vario titolo, in concorso e con l’aggravante del metodo mafioso.

Sette mesi di pressioni sul 52enne

La vicenda sarebbe cominciata a gennaio. Secondo gli inquirenti, un 52enne di Eboli avrebbe ricevuto ripetute intimidazioni per essere costretto a spacciare sostanze stupefacenti per il gruppo facente capo agli indagati.

Di fronte al suo rifiuto sarebbe arrivata una seconda imposizione: versare 500 euro ogni settimana oppure pagare somme a titolo di pizzo. L’uomo avrebbe consegnato complessivamente 450 euro in tre tranche, per poi interrompere i pagamenti a giugno.

Il rogo del 4 agosto a Battipaglia

Nelle prime ore del 4 agosto le fiamme hanno distrutto tre vetture parcheggiate in un piazzale condominiale di via Carmine Turco, a Battipaglia. Le auto erano nella disponibilità del 52enne e di un familiare convivente.

Proprio da quell’incendio è partita l’indagine. Per gli investigatori il rogo avrebbe avuto natura ritorsiva e sarebbe stato ordinato dopo il persistente rifiuto di spacciare e lo stop ai versamenti.

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Il presunto mandante si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in provincia di Campobasso. Da lì, secondo la Dda, avrebbe continuato a inviare minacce attraverso profili social fittizi e avrebbe incaricato due complici di organizzare l’incendio. L’esecutore materiale avrebbe ricevuto la promessa di cinque grammi di crack.

Le minacce dopo l’incendio

Il 7 agosto uno degli indagati avrebbe scritto alla vittima: “Da oggi in poi guardati bene bene perché all’improvviso arrivo…“. In seguito il presunto mandante avrebbe minacciato di sparare alle gambe al fratello dell’esecutore, accusato di averne rivelato l’identità, rivendicando il controllo criminale e il “coprifuoco” su Battipaglia.

La Procura ha disposto i fermi per il pericolo di fuga. In un caso vengono indicati legami con criminali residenti in Spagna, una rete di coperture e l’uso di comunicazioni schermate. I tre uomini sono indagati e devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva. Il fermo dovrà essere sottoposto alla valutazione del giudice.