Il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha imposto una stretta ai veicoli immatricolati all’estero e utilizzati per eludere gli obblighi fiscali, assicurativi o di registrazione. Durante i controlli le forze dell’ordine dovranno verificare la residenza del conducente, l’identità del proprietario, il titolo di disponibilità del mezzo e l’eventuale iscrizione al Registro dei veicoli esteri, il cosiddetto Reve.
Ovviamente, un turista che arriva in Italia con la sua auto che riporta targa straniera, può circolare liberamente. Il provvedimento interessa l’intera provincia di Napoli, dove si registra una presenza massiccia di targhe estere. La Prefettura ha disposto controlli mirati per individuare le intestazioni fittizie e applicare ai trasgressori sanzioni pecuniarie e misure sul veicolo.
La prima verifica riguarda la residenza. Secondo l’articolo 93-bis del Codice della strada, chi trasferisce la residenza in Italia e possiede un veicolo già immatricolato all’estero deve richiedere la targa italiana entro tre mesi.
La regola coinvolge cittadini italiani, europei ed extraeuropei. Chi risiede all’estero e arriva temporaneamente in Italia con il proprio veicolo segue invece una disciplina diversa e può circolare, in presenza dei requisiti previsti, fino a un anno.
Durante un controllo il conducente deve mostrare la patente valida, la carta di circolazione estera e i documenti relativi alla copertura assicurativa. Per un residente in Italia che utilizza un mezzo intestato a una persona o a un’azienda con sede all’estero serve anche un documento sottoscritto dal proprietario con data certa.
L’atto deve specificare il motivo per cui il veicolo è stato affidato al conducente e la durata dell’utilizzo. Può trattarsi, per esempio, di un contratto di leasing, noleggio, comodato d’uso o usufrutto.
Quando la disponibilità supera complessivamente i 30 giorni durante lo stesso anno solare, compresi periodi separati, l’utilizzatore deve registrare il veicolo al Reve. L’Aci rilascia un’attestazione con QR code, da conservare a bordo ed esibire agli agenti.
Il sequestro del veicolo può scattare quando una persona residente in Italia da più di tre mesi continua a guidare un mezzo di sua proprietà con targa estera senza averlo immatricolato nel Paese. Il Portale dell’Automobilista indica una sanzione compresa tra 400 e 1.600 euro, il ritiro del documento di circolazione e il sequestro del mezzo.
Il proprietario ha 30 giorni per immatricolare l’auto in Italia oppure chiedere il foglio di via necessario a portarla fuori dal territorio nazionale. Trascorso quel termine senza regolarizzazione, può arrivare la confisca, cioè la perdita definitiva del veicolo.
La mancanza del documento che dimostra il titolo di utilizzo produce invece una sanzione da 250 a 1.000 euro e il fermo del mezzo fino all’esibizione dell’atto. L’omessa iscrizione al Reve, nei casi previsti, comporta una multa da 712 a 3.558 euro e il ritiro della carta di circolazione.
Il governo sta lavorando all’obbligo di stipulare la polizza con un’impresa italiana o autorizzata a operare in Italia per i veicoli esteri utilizzati stabilmente nel Paese. La misura compare nel testo-base del nuovo Codice della strada ed è ancora in fase di confronto.
Il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante ha spiegato che “chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile”. I controlli napoletani partono intanto dalle norme già vigenti, concentrandosi su residenza, documenti, assicurazione e registrazione del mezzo.
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