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Cronaca

Smantellato il fortino della droga da 450mila euro al mese, scattano 31 arresti a Napoli: svelati turni e straordinari

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Francesco Ferrigno

Fruttava un volume d’affari da circa 450mila euro al mese la piazza di spaccio scoperta dai carabinieri in uno stabile comunale situato in via Tertulliano, al rione Traiano di Napoli.

All’alba del 16 settembre 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Fabrizia Fiore nei confronti di 31 indagati, ritenuti affiliati al clan camorristico Petrone-Puccinelli.

Smantellato il fortino della droga da 450mila euro al mese, scattano 31 arresti a Napoli: svelati turni e straordinari (CARABINIERI FOTO) – NapoliCityrumors.it

La maxi operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha cinturato i quartieri di Rione Traiano, Soccavo, Pianura e Fuorigrotta, smantellando la complessa impalcatura di una piazza di spaccio capace di fruttare un volume d’affari da circa 450mila euro al mese all’interno di uno stabile comunale situato in via Tertulliano.

Il centro operativo dell’organizzazione era stato installato all’interno di un bunker ricavato in un edificio di proprietà pubblica, una struttura in passato già sottoposta a sequestro nell’ambito di una precedente inchiesta sul traffico di sostanze stupefacenti. Oltre a garantire la compravendita della droga, l’ambiente blindato veniva messo a disposizione degli acquirenti per il consumo immediato sul posto. Un accorgimento logistico che permetteva alla rete criminale di azzerare i rischi di intercettazione e vanificare i controlli delle forze dell’ordine lungo le strade del quartiere.

La struttura del bunker comunale in via Tertulliano e la logistica delle consegne “just in time”

Per proteggere il carico principale dai blitz della polizia, la dirigenza del clan adottava una tattica di approvvigionamento frazionato. “Mantenevano nel bunker solo quantitativi di droga necessari per lo smercio – ha specificato il comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli Biagio Storniolo – ed evitavano difficoltà in caso di controlli“. La scorta quotidiana veniva custodita all’esterno dell’edificio da una figura incaricata dell’appoggio, per poi essere trasferita nell’edificio da un secondo affiliato addetto al solo trasporto.

L’intera manovalanza operava secondo logiche aziendali rigorose, basate su turni ordinari di otto ore e sulla liquidazione di retribuzioni straordinarie nelle giornate di maggiore affluenza. I compiti all’interno della struttura erano caratterizzati da un’elevata intercambiabilità di uomini e orari. Le vedette dislocate sul territorio ruotavano costantemente sia nelle mansioni che nelle postazioni di avvistamento, impedendo agli investigatori di fissare schemi di sorveglianza su soggetti ricorrenti. Durante l’esecuzione delle misure sono stati posti sotto sequestro 55mila euro in contanti.

La struttura del bunker comunale in via Tertulliano e la logistica delle consegne “just in time” (CARABINIERI FOTO) – NapoliCityrumors.it

La mappa tracciata dalla Dda inserisce la piazza di via Tertulliano in un quadro di controllo territoriale storicamente radicato. “Si tratta di un’area speculare a Scampia – ha descritto il procuratore aggiunto Sergio Amato – per la presenza di organizzazioni che da decenni controllano le piazze di spaccio“. Delle 31 persone colpite dal provvedimento (30 destinate alla custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari), la gran parte risulta gravata da recidiva specifica per reati di droga, un fattore che riporta al centro del dibattito l’effettività della pena.

Le evidenze raccolte nell’indagine confermano la natura fortemente organizzata della struttura flegrea.Questo sistema supera la dimensione del solito spaccio sul territorio – ha sottolineato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – trattandosi di uno spaccio gestito in modo mafioso, con i crismi della camorra”. Il Procuratore ha evidenziato le criticità organiche che rallentano l’emissione dei provvedimenti: “Ci sono richieste di custodia cautelare in carcere ferme anche da due anni – ha denunciato il procuratore Nicola Gratteri – e delle 1.300 richieste, circa 1.150 sono per procedimenti della Dda”.

Il confronto sulle udienze pomeridiane nei tribunali e la reazione delle associazioni territoriali

Per colmare lo scoperto dell’Ufficio Gip, attualmente privo di 10 giudici in pianta organica, la Procura ha sollecitato l’intervento del Csm e del Ministero, ipotizzando una redistribuzione interna dei magistrati dalle sezioni ordinarie e l’estensione del calendario dei processi. “Nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si fa udienza di pomeriggio – ha ribadito il procuratore Nicola Gratteri – ed è possibile lavorare tranquillamente di pomeriggio, come si fa in quasi tutta Italia“, superando le obiezioni sollevate dai rappresentanti dell’Avvocatura sugli orari di udienza.

La conclusione dell’operazione ha raccolto l’apprezzamento delle realtà sociali impegnate sul fronte della legalità nei quartieri occidentali della città. “Questa operazione si inserisce nel quadro della costante attenzione della Dda – ha dichiarato il presidente dell’associazione Pianura per la Legalità Luigi Cuomo – ed è indispensabile perché i gruppi criminali dimostrano una pericolosa capacità di rigenerarsi”.

Francesco Ferrigno

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