Paradosso colesterolo, le cure falliscono su una donna su tre: l’enigma del registro italiano AT-TARGET-IT

L’efficacia dei farmaci di ultima generazione contro il colesterolo cattivo crolla di un terzo nelle donne rispetto agli uomini, nonostante la popolazione femminile segua le prescrizioni mediche con maggiore costanza e rigore.

È il paradosso clinico emerso a Napoli dai dati del registro multicentrico italiano AT-TARGET-IT, coordinato dal professor Pasquale Perrone Filardi, Past President della Società Italiana di Cardiologia e Direttore del dipartimento di scienze biomediche avanzate della Federico II.

Paradosso colesterolo
Paradosso colesterolo, le cure falliscono su una donna su tre: l’enigma del registro italiano AT-TARGET-IT – NapoliCityrumors.it

Lo studio ha analizzato 2.613 pazienti trattati in oltre 30 centri italiani, coinvolgendo 806 donne, pari al 30,8% del campione. I rilevamenti evidenziano una condizione clinica di partenza più svantaggiata per la popolazione femminile, caratterizzata da un’età media più elevata, livelli basali di colesterolo LDL superiori (156,2 mg/dL contro i 136,9 mg/dL degli uomini), una maggiore incidenza di intolleranza alle statine e un minore impiego di terapie ipolipemizzanti orali combinate.

“Un paradosso che deve far riflettere – sottolinea il professor Pasquale Perrone Filardi – a fronte del dato che i decessi per patologie cardiovascolari risultano maggiori nelle donne, rappresentando il 45% delle cause di morte nella popolazione femminile“. Il coordinatore della ricerca evidenzia l’assenza di raccomandazioni di genere nelle linee guida internazionali per i target lipidici ottimali.

Il crollo dell’efficacia a tre anni

“Un divario che invece esiste nella vita reale – aggiunge Perrone Filardi – come dimostrano i risultati del nostro registro, che hanno messo in luce una significativa disparità di genere nella risposta al trattamento con anticorpi monoclonali anti-PCSK9“.

La riduzione percentuale del colesterolo LDL nelle pazienti mostra un ritardo costante nel tempo: il divario sfiora i nove punti percentuali a sei mesi dall’inizio del trattamento e si assesta a 5,9 punti dopo tre anni. Il risultato finale indica che solo il 51,7% delle donne raggiunge i target raccomandati rispetto al 64,6% degli uomini, con un calo di un terzo nelle probabilità di successo terapeutico.

Paradosso del colesterolo
Il crollo dell’efficacia a tre anni – NapoliCityrumors.it

La marcata differenza di risposta biologica prescinde dall’aderenza alla cura, risultata perfino più elevata tra le donne. “La minore efficacia della terapia – osserva Gianfranco Sinagra, Presidente della Società Italiana di Cardiologia – sembra dunque legata a fattori biologici o clinici ancora da indagare. Resta comunque necessaria una maggiore attenzione al profilo di rischio cardiovascolare femminile”.

L’origine del problema risiede anche nel modello di sperimentazione adottato per gli anticorpi monoclonali anti-PCSK9, sviluppati in studi a prevalenza maschile. “Le attuali strategie terapeutiche anti-PCSK9 – conclude Perrone Filardi – dovrebbero adottare un approccio più personalizzato per le donne, dalla scelta delle molecole al monitoraggio più frequente dei target lipidici”.