La questione della pensione per le giovani generazioni, le prospettive per i futuro non sono ottimistiche, i dettagli dall’Inps.
Nella legge di Bilancio 2024 in fase di approvazione nei due rami del Parlamento, non mancano alcune norme che modificheranno alcune prestazioni pensionistiche in vigore. I cambiamenti infatti riguarderanno Opzione Donna, la pensione di vecchiaia anticipata e l’Ape sociale. Le novità vanno verso un inasprimento dei requisiti per accedere alla pensione mediante questi strumenti.
Anche quota 103 subirà della modifiche che non sembrano favorevoli ai lavoratori che optano per questa possibilità (il calcolo completamente contributivo per esempio). Ma la di là di questi provvedimenti per i quali si attendono i testi definitivi, a preoccupare è la complessiva situazione del sistema pensionistico italiano. L’impianto della cosiddetta riforma Fornero resta in piedi, nonostante i proclami ripetuti da tutte le forze politiche di un suo superamento.
A destare particolare preoccupazione sono le possibilità di pensione per le generazioni più giovani, per i trentenni di oggi per i quali le prospettive non sono rosee. Infatti considerando i criteri attuali del sistema pensionistico, in un contesto di precarietà e discontinuità lavorativa, di retribuzioni basse e di scarsa natalità, le pensioni future saranno a livelli minimi e raggiunte solo a tarda età.
D’altra parte è sufficiente utilizzare il simulatore Inps Pensami – Simulatore scenari pensionistici per avere dei risultati attendibili e molto preoccupanti. Attualmente lo strumento è stato aggiornato con le disposizioni presenti nella Legge di Bilancio 2023 e gli scenari che mergono facendo delle simulazioni non preoccupanti.
Un trentenne per arrivare alla pensione di vecchiaia ordinaria dovrà attendere almeno i 70 anni e avere almeno 20 anni di contributi versati. Oggi per andare in pensione di vecchiaia con il sistema internamente contributivo occorrono 67 anni di età, 20 anni di contributi versati e un assegno pari a 1,5 volte a quello sociale (503,67 nel 2023). Nel caso non si abbiamo i requisiti contributivi e reddituali, bisogna aspettare i 71 anni di età.
Raggiungere la pensione anticipata sarà ancora più complesso per un trentenne di oggi, infatti il requisito reddituale è stato innalzato. Per la pensione anticipata occorreranno dal prossimo anno 64 anni di età e un assegno pari a 3,3 volte quello sociale, una quota tutt’altro che bassa. Con la simulazione dell’applicazione Inps i dati che emergono sono sconfortanti.
Un trentenne potrà accedere alla pensione anticipata a 66 anni e 11 mesi di età, con venti anni di contributi e un assegno pari a 3,3 volte quello sociale. Ma se la retribuzione avuta nella carriera lavorativa è bassa bisogna aspettare la pensione di vecchiaia ordinaria, con venti anni di contributi e almeno 70 anni di età.
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