Saldi 2024, se il prodotto é difettoso può essere cambiato? Il negoziante dice no, ecco la legge a chi dà ragione

Gennaio 2024 è il mese in cui approfittare degli sconti, gli articoli in saldo difettosi, si cambiano? Ecco cosa dice la legge.

In tutta Italia la prima settimana del nuovo anno spesso coincide con l’inizio delle vendite promozionali. Le vie principali e i centri commerciali vengono presi d’assalto per la caccia al miglior prezzo. Può capitare, però, che un articolo acquistato durante le svendite presenti un difetto di cui non ci si era accorti in negozio. Come gestire questa situazione al meglio? Ecco quali sono le facoltà del consumatore in tempo di saldi.

Saldi 2024: cosa dice la legge sulla merce difettosa
Durante i saldi i prodotti si possono cambiare? (napolicityrumors.it)

Il Decreto Legislativo 114 del 31 marzo 1998 e il Codice del Consumo, mettono nero su bianco le responsabilità degli esercenti e i diritti degli acquirenti in fatto di merce scontata, e in particolare del cambio di oggetti o capi difettosi acquistati a prezzi ribassati.
Per conoscere le tutele in caso di resi è bene innanzitutto sapere come la legge definisce i saldi di fine stagione. Questo periodo dell’anno, in Italia messo a calendario a gennaio e a luglio, dura circa un mese e coinvolge la merce di stagione invenduta da un certo periodo di tempo. Questa viene deprezzata per agevolarne la commercializzazione.

Le garanzie per la merce difettosa durante i saldi: cosa sapere

Prima ancora di entrare nel dettaglio delle tutele per la merce rovinata acquistata con le svendite, è utile sapere che i saldi seguono un iter specifico, a partire dalla disposizione della merce. In negozio deve essere netta la divisione tra prodotti in offerta e quelli a prezzo pieno. Ancora, l’etichetta di ciascun oggetto deve indicare, oltre al prezzo scontato, anche quello di partenza. La scontistica, poi, va indicata in percentuale. Le linee guida su come esporre l’importo sono rigide perché qualora alla cassa venga chiesto di pagare un prezzo diverso, il consumatore è legittimato a richiedere la percentuale di sconto presente in etichetta. Sempre al momento del pagamento, è possibile scegliere contanti, carta di credito o bancomat. Non è corretto che un commerciante rifiuti la transazione elettronica.

La tutela del consumatore durante i saldi: cosa dice la legge
Durante i saldi pagamento con bancomat o in contanti (napolicityrumors.it)

E se l’articolo preso in negozio presenta un difetto di cui ci si accorge dopo aver pagato? È sempre il Codice del Consumo a stabilire che ciò che è in saldo deve avere gli stessi standard di qualità e sicurezza della merce esposta a prezzo pieno. In altre parole la qualità garantita per legge deve essere la stessa, a prescindere dal suo attuale valore economico.

Più nello specifico, il cliente ha diritto a una garanzia di 2 anni anche durante le svendite. Quindi è opportuno tornare in negozio, ovviamente muniti di scontrino, e avvalersi del cambio dell’articolo difettoso. Nell’eventualità in cui ciò non fosse possibile per esaurimento scorte, mancanza della taglia o altre motivazioni, esistono delle alternative. È corretto chiedere la riparazione gratuita del difetto oppure richiedere un buono dell’importo speso da utilizzare all’interno del negozio.