Problemi non di poco conto per il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: i giudici lo hanno condannato per via di una nota vicenda
Guai non da poco per il numero uno della Regione Campania, Vincenzo De Luca. L’attuale governatore, infatti, è stato condannato al risarcimento di un danno erariale molto importante. Dal valore di 100mila euro. Motivo? Per quanto riguarda la nomina ad alcuni dirigenti responsabili della sue segreteria di quattro vigili urbani in servizio al Comune di Salerno. Questi ultimi svolgevano mansioni di autista. Una sentenza che porta la firma da parte della I Sezione giurisdizionale centrale d’Appello della Corte dei Conti.
In primo grado, lo stesso De Luca, era stato condannato per un risarcimento (sempre danno erariale) dal valore di 59mila euro. Decisamente di meno rispetto a quello ufficiale emanato in secondo grado: 100.910,80 euro. Indagini che erano state fatte avviare da parte della Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti (con i pubblici ministeri Davide Vitale e Raffaele Faienza).
In un primo momento questi quattro agenti, appartenenti alla Municipale, erano stati distaccati presso la Regione Campania (come annunciato in precedenza per poter svolgere il ruolo di autista personale del governatore campano). Poco dopo erano stati contrattualizzati come “responsabili di segreteria” nell’ufficio di diretta collaborazione della Presidenza della Giunta Regionale. Allo stesso tempo, però, continuavano a svolgere il lavoro di autista.
Ai quattro agenti venne corrisposta una indennità dirigenziale, nonostante fosse stato accertato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Ad annunciare la sentenza erano presenti: il presidente Massimo Lasalvia, il consigliere relatore Carmela de Gennaro ed i consiglieri Aurelio Laino, Giuseppina Mignemi e Beatrice Meniconi. Nel corso della stessa è stato evidenziato che si deve ritenere che la condotta di De Luca “non sia connotata da dolo, bensì da mera colpa grave“.
Lo stesso De Luca, però, aveva cercato di rispedire al mittente tutte le critiche e polemiche che erano piovute addosso a lui. Tanto da ribadire che riteneva giusto avere un tipo di segreteria “mobile”, in modo tale che si poteva adattare meglio “all’impostazione dinamica impressa alla sua attività”. Segno del fatto che aveva scelto soggetti di fiducia che potessero svolgere più mansioni.
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